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Luciano Colombo con Matteo Salvini (dalla pagina Fb Lega Nord Lecco)

Luciano Colombo con Matteo Salvini (dalla pagina Fb Lega Nord Lecco)

Addio a Luciano Colombo: se ne va un pezzo di storia della Lega Nord a Lecco

Lo storico militante della sezione si è spento a 75 anni. Fu a lungo consigliere comunale, membro nazionale del partito e amico intimo di Bossi

È scomparso, all'età di 75 anni, Luciano Mario Colombo, una delle anime della Lega Nord di Lecco, storico militante della sezione, a lungo consigliere comunale, membro nazionale del partito e amico intimo del Senatur del Carroccio Umberto Bossi.

Colombo era ricoverato ormai da un paio di anni a seguito di un grave malore. I funerali si svolgeranno lunedì alla Basilica di San Nicolò con inizio alle ore 14.30.

«Intransigente ma disponibile al dialogo»

A tracciare un suo ricordo è la sezione Lega Nord di Lecco, per voce del segretario Emanuele Mauri. «La sezione cittadina della Lega Nord si unisce al dolore della famiglia per la scomparsa dello storico militante Luciano Mario Colombo, colpito da una grave malattia alcuni anni fa - si legge in una nota ufficiale - Mario, iscritto alla Lega dal 1993 a oggi, ha guidato la nostra sezione per sei anni, dal 2000 al 2006, e in seguito dal 2010 fino al 2013. Lo ricordiamo nel suo ruolo politico e amministrativo, come consigliere comunale a Lecco dal 1997 al 2006, rappresentante della linea più intransigente del Movimento, ma sempre disponibile al dialogo e alla mediazione fra le diverse anime del Centro Destra. 

Mario, bossiano di ferro e leghista della prima ora, metteva in campo tutte le sue doti di negoziatore infaticabile, attingendo dalla sua lunga esperienza di imprenditore locale, senza mai rinunciare alla lealtà e alla franchezza che noi tutti avevamo imparato ad apprezzare». 

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«Ciò che più rimpiango, da attuale segretario cittadino, sono le sue telefonate e le sue apparizioni improvvise in ufficio, magari all'indomani del solito confronto, talvolta acceso, su scelte e questioni politiche. Tutto si chiudeva con una stretta di mano, un caffè preso insieme e una sigaretta, prima di risalire in auto per incontrare uno dei tanti clienti della giornata. Mario era un lavoratore instancabile, con una grande passione per la politica e per quello in cui credeva, fedele agli ideali autonomisti, non perdeva occasione per aprire dibattiti improvvisati in ogni luogo, dalle vie cittadine al corridoio di un ufficio. 

Certamente non un uomo per tutte le stagioni, ma un sostegno prezioso sul quale poter contare senza timore che la parola data venisse disattesa... Mario il caffè non lo prendeva con chiunque!»

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