Animalisti contro la fiera Agrinatura: "La natura è un'altra cosa"

Paola Re di Freccia45 attacca le mostre di volatili della manifestazione e gli spettacoli di falconeria: "Nulla di ciò che viene mostrato di quegli animali è simile alla loro vera natura"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Ho appreso dai mezzi di informazione che dal 5 all’8 Dicembre a Erba (CO) è in coso la fiera “Agrinatura”. Ho visitato il suo sito web e in modo particolare il programma per vedere se valesse la pena visitarla poiché sono interessata a tutto ciò che è natura animale e vegetale. Mi sono trovata davanti appuntamenti meritevoli di attenzione come “Conosciamo Freccia, lo Scoiattolo rosso”, laboratori di educazione ambientale con attività legate alla conoscenza dello scoiattolo rosso e grigio, del loro habitat, delle difficoltà di convivenza; è un bene che si insegni la difficile convivenza tra le due specie, visto che ultimamente si sceglie di sterminarne una delle due senza tanto pensarci su. C’è anche“Alla scoperta dei boschi del Parco Valle Lambro” laboratori di educazione ambientale con attività legate alla conoscenza dell’ambiente bosco. E poi il trattamento dei dolori reumatici con metodi naturali, alcuni show cooking sui cibi vegetali, i benefici dell’aloe vera, la cosmesi naturale fai da te, la permacultura.

Purtroppo mi sono trovata davanti certi appuntamenti a dir poco inquietanti che mi hanno convinta a restare a casa.

Per esempio la mostra ornitologica “I canarini hanno fatto G.O.A.L.!” a cura di: Gruppo Ornitologico Associazioni Lombarde; Associazione Italiana Falconeria Moderna; Associazione Colombofila Lombarda. Le specie presenti saranno: Canarini (Canarini di forma e posizione arricciati, Canarini di forma e posizione lisci, Canarini di colore Lipocromici, Canarini di colore Melaninici), Esotici – Estrilidi, Indigeni ed Esotici Fringillidi, Ibridi, Colombofili e Galliformi, Ondulati e Psittacidi (Ondulati di forma e posizione, Ondulati di colore, Psittacidi), Falchi e Gufi, Colombi Ornamentali.

Come se non bastasse la mostra, ci sono ben 4 appuntamenti con “Vinci un canarino”: i bambini presenti potranno partecipare all’estrazione di un simpatico canarino.

A questo genere di fiere, la detenzione forzata degli animali pretende di essere spacciata per amore verso la natura ma un amore che imprigiona è del tutto discutibile: l’ingiustizia praticata nei confronti di questi disgraziati uccelli non viene colta e l’attenzione dei media e degli organizzatori si concentra sul solito stucchevole alibi della conservazione della specie e dell’atmosfera di festa. L’aggravante di questi eventi è che diventano un alibi per fare didattica: mostrare a bambini e bambine una gran varietà di uccelli che però sono chiusi dentro una gran varietà di gabbie, impossibiliti a fare ciò che per natura fanno cioè volare, quindi puniti nella loro più virtuosa prerogativa. Gli organizzatori dovrebbero interrogarsi sul modello etico che propongono: un modello profondamente diseducativo perché esalta l’oppressione del più forte a danno del più debole. L’esibizione di animali in cattività trasmette l’idea della sopraffazione dell’uomo su altri esseri viventi indifesi, ritenendola legittima. Il rispetto e la protezione degli animali liberi è invece il fondamento per attuare rapporti di armonia e di pace anche tra esseri umani.

Andare in un bosco o in un’oasi faunistica a osservare il volo degli uccelli, ascoltare le loro melodie, avvicinarsi a loro in modo discreto e delicato è il vero insegnamento da dare. Per conoscere gli animali ci sono documentari di alto livello scientifico e didattico che svelano il comportamento di queste creature senza sradicarle dal loro ambiente naturale. “La gabbia è una bara a quadretti” è la definizione che un bambino ha dato in un tema pubblicato nel libro “Nessun porco è signorina”, a cura di Marcello D’Orta. E’ una definizione perfetta che solo un bambino, con l’intuizione e la spontaneità che lo contraddistingue, può dare, in barba a chi gli vuole regalare in piccolo prigioniero alato, come se fosse un giocattolino. Noi, esseri umani domestici, non riusciamo a comprendere la sofferenza di un uccello chiuso in gabbia, un essere che, nell’immaginario collettivo umano, è proprio uno dei simboli di libertà per eccellenza ma l’essere umano lo strappa dal suo mondo, lo reclude in gabbie dove il tempo scorre inesorabilmente e tristemente uguale fino all’ultimo suo istante di vita.  Non ho mai compreso che cosa spinga gli esseri umani a ingabbiare gli esseri non umani: se noi umani provassimo a guardare il mondo da dentro quella gabbia contando i centimetri cubici a disposizione per muoverci, ci passerebbe un po’ di quella smania compulsiva di prigionia che manifestiamo sistematicamente nei confronti dei non umani.

Come se non bastasse la mostra ornitologica, largo spazio è riservato alla falconeria, anche questa a scopo didattico, ma sappiamo bene che i rapaci sono sfruttati in spettacoli. La falconeria, valendosi del solito alibi della tradizione e della storia, in realtà è una delle innumerevoli forme di sfruttamento di animali, mascherato da amore per gli animali stessi. I rapaci necessitano di una particolare protezione, di misure speciali di conservazione per garantirne la sopravvivenza e la riproduzione nella loro area di distribuzione: il prelievo di esemplari catturati in natura e poi fatti riprodurre incrociandoli tra specie affini è una pratica inconcepibile in un’ottica protezionista di queste specie a rischio. I falconieri giocano la carta della didattica, come se fosse un dono e un piacere offerto alla comunità, mostrando da vicino la bellezza di animali da sempre inarrivabili. In realtà, nulla di ciò che viene mostrato di quegli animali è simile alla loro vera natura che è quella di animali schivi e timorosi verso l’uomo, dal quale sono stati cacciati e uccisi per secoli.

I bambini e le bambine potranno anche divertirsi nel villaggio di Babbo Natale con numerose attività, per esempio “avranno la possibilità di montare in sella al loro amico pony-renna di Babbo Natale e fare dei giochi divertenti insieme a lui; potranno conoscere Babbo Natale e Naty, la sua piccola renna fedele e fare con loro una meravigliosa fotografia”. I laboratori Monsereno Horses propongono addirittura “A cavallo del Natale: giri in carrozza con Babbo Natale” C’è proprio bisogno di usare di continuo renne e cavalli per gli eventi natalizi? Nessuno pensa al loro stress nel ricoprire il ruolo di giocattoli ambulanti? 

Ciò di cui c’è davvero bisogno è di una società in cui la natura, animale e vegetale, venga rispettata e celebrata, e che non sia uno strumento nelle nostre mani per farci divertire trascurando tanta sofferenza

Paola Re - Responsabile petizioni Freccia 45, Associazione per la protezione e difesa animale

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