L'Italia si mobilitò per lui: dopo il trapianto, il piccolo Alessandro sta bene

Il piccolo, 20 mesi, è affetto da Linfoistiocitosi Emofagocitica: a novembre in migliaia si presentarono ai test per la compatibilità. Alla fine a donare il midollo osseo è stato il padre. L'ospedale: «Intervento riuscito, ora il recupero»

Il piccolo Alessandro

Alessandro sta bene. Il bambino, di 20 mesi, per cui nei mesi scorsi si era verificata una commovente mobilitazione in tutta Italia (e anche a Lecco), è stato sottoposto - come riporta il Corriere della Sera - con successo al trapianto di cellule staminali di midollo osseo. A donarlo il padre, in un centro all'avanguardia per questa tecnica come l'ospedale Bambin Gesù di Roma.

L'appello: si cerca un donatore per il piccolo Alessandro

Alessandro è affetto da Linfoistiocitosi Emofagocitica, comunemente conosciuta in medicina come Hlh, una malattia genetica rarissima che colpisce solo lo 0.002 % dei bambini, e che non lascia speranze di vita senza trapianto di midollo osseo con un donatore compatibile in tempi rapidissimi.

Il piccolo è ora «in dimissione dall'Ospedale in buone condizioni di salute - ha spiegato l'ospedale in una nota - Le cellule del padre, manipolate e infuse nel bambino, a distanza di un mese dal trapianto hanno perfettamente attecchito, ripopolando adeguatamente il sistema emopoietico e immunitario del paziente. Nell'arco delle quattro settimane successive al trapianto non si sono registrate complicanze, né sul piano infettivo, né sul piano del rigetto, il problema principale per situazioni di questo tipo. Alla luce di queste evidenze, il percorso trapiantologico può dirsi concluso positivamente».

C'è un donatore per salvare il piccolo Alex: corsa contro il tempo

La scelta del padre come donatore è maturata dopo la vana ricerca di un altro donatore compatibile. L'intervento si era reso necessario a causa della riduzione degli effetti del farmaco sperimentale con cui Alessandro era stato curato in Inghilterra - dove il piccolo è nato e risiede insieme ai genitori - ed è stato effettuato lo scorso 20 dicembre. Adesso per lui si apre una nuova vita, nella quale dovrà restare sotto costante monitoraggio, ma finalmente all'insegna della speranza.

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