Mamma Sarajeva ritrova Alex: «Ho trovato il suo cuore»

La mamma del giovane Alex Crippa, morto nell'estate del 2018 a causa di un incidente stradale, aveva lanciato un appello per ritrovare coloro che hanno ricevuto gli organi del giovane

Non è caduto nel vuoto l'appello di Sarajeva Villa, mamma di Alex Crippa, giovane scomparso in un tragico incidente stradale avvenuto sulla vecchia Lecco-Ballabio all'inizio dell'estate del 2018. La donna, poco tempo fa, aveva rivolto un accorato appello sul web per trovare le persone che stanno vivendo grazie agli organi figlio poco più che ventenne: parole, le sue, che fortunatamente non sono passate inosservate. 

«Ho ritrovato il cuore di Alex»

Parlando a Studio Aperto, Sarajeva ha spiegato di aver ricevuto risposta da colui che ha ricevuto il cuore di Alex: «Ho trovato il suo cuore», donato a Marzio, uomo che si è fatto vivo con la donna. «Lui avrebbe voluto così», ha commentato la donna di fronte ai microfoni del telegiornale di Italia Uno. Parole toccanti, che riportano alla mente la vicenda di Marco Galbiati, papà di Riccardo Galbiati, scomparso sulle piste da sci dell'Aprica, che da tempo si batte per rimuovere, su richiesta, l'anonimato tra parenti del donatore e riceventi.

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L'accorato appello di una madre che ha perso il figlio

«Ciao. Sono Sarajeva mamma di Alex. Siamo di Lecco - scriveva la donna su un gruppo Facebook chiamato "Trapiantati e parenti del donatore... incontriamoci" - Alex Crippa ci ha lasciato lo scorso anno. Il 23 giugno un brutto incidente di auto ce lo ha portato via. Lui giocava a calcio e indossava la maglietta con il numero 33. Diceva spesso che con il suo 33 avrebbe salvato il mondo. Nel suo piccolo lo ha fatto. Il 24 giugno quando ci hanno detto che era celebralmente morto, ho firmato per donare i suoi organi. Cuore, polmoni, fegato, reni, cornee. So che i trapianti sono andati a buon fine. So dove sono stati fatti i trapianti. Tutti uomini i riceventi. Il cuore lo ha ricevuto un uomo di 33 anni più grande di lui. Sempre il 33. Mi piacerebbe conoscere chi ha ricevuto il dono di una nuova vita grazie a lui. Mi piacerebbe riabbracciare in qualche modo mio figlio visto che non ho potuto salutarlo. Mi piacerebbe ritrovare in qualche modo il mio 33. Il mio Angelo che da lassù ci protegge».

Il servizio di Studio Aperto

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