Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Scappò da Bulciago con la famiglia per sposare la causa dell'Isis: chiesti cinque anni per Alice Brignoli

La sentenza è attesa per la metà di maggio e sarà pronunciata dal giudice Daniela Cardamone

Cinque anni di carcere: a tanto ammonta la richiesta dai pm di Milano nei confronti di Alice Brignoli, foreign fighter italiana arrestata il 29 settembre 2020 in Siria dov'era scappata con il marito, poi morto, e i figli: l'accusa è di associazione a delinquere con finalità di terrorismo internazionale. L'accusa è rappresentata dai pm di Milano Alberto Nobili e Francesco Cajani nel processo abbreviato che si tiene davanti al giudice Daniela Cardamone e la cui sentenza è attesa per il prossimo 11 maggio.

Da Bulciago in Siria

Quella di Alice Brignoli, nota alle cronache come "mamma Isis", è una storia di "fanatismo", ma anche di cooperazione internazionale che ha coinvolto curdi, Fbi, il ministero degli Affari esteri e l'Aise, e «ha consentito di riportare alla vita quattro ragazzini e la mamma» aveva spiegato Nobili nella conferenza stampa per rendere noti i dettagli relativi all'operazione.

Il viaggio di questa famiglia, lei italiana e lui di origine marocchina, con i tre figli di 2, 4 e 6 anni era iniziato nel settembre 2015, a pochi mesi dalla proclamazione della nascita del Califfato, con un viaggio in auto da Bulciago fino alla Siria. Una «scelta strategica» quella di portare i figli «per farli diventare futuri combattenti, come è successo al più grande dei loro bambini». Una scelta radicale con la donna che condivideva i propositi del marito Mohamed Koraichi «con grande entusiasmo o meglio con fanatismo, addestra e indottrina i figli in tenera età ed è talmente fiera che la sua foto profilo di WhatsApp mostra i tre figli vestiti da combattente con il dito alzato».

figli di Mohamed Koraichi e Alice Brignoli isis-2

Non solo avrebbe «cercato di convertire la madre e altri familiari», si era ricostruito nell'indagine. L'attività di ricerca della donna non si è mai interrotta fino alla sicurezza che si trovasse nel campo di Al-halw, nel nord della Siria sotto il dominio curdo, un'area di circa 38 chilometri quadrati dove la donna, dopo aver trascorso un periodo nella parte dei cosiddetti irriducibili potrebbe aver avuto un ruolo di guardiana. Alice Brignoli e i figli sono stati consegnati dai curdi fuori dal campo e fatti rientrare in Italia dove per la donna si sono aperte le porte del carcere, mentre i figli sono stati affidati a una comunità per minori. 

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