«Brignoli felicissima di tornare». Nel 2016 «cercava d'indottrinare i figli e la madre»: Alice in carcere a San Vittore

La donna partì a fine 2015 da Bulciago e raggiunse la Siria in auto. Con lei il marito Mohamed Koraichi, ora morto, e i tre piccoli. Con lei è tornato anche il figlio concepito dall'uomo con una seconda moglie nel campo di addestramento

Alice Brignoli

Quella della famiglia di Alice Brignoli, arrestata con l'accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale, e fatta rientrare in Italia insieme ai suoi quattro figli liberati da un campo di prigionia in Siria, è una storia di "fanatismo", ma anche di cooperazione internazionale che ha coinvolto curdi, Fbi, il ministero degli Affari esteri e l'Aise, e «ha consentito di riportare alla vita quattro ragazzini e la mamma». Lo ha raccontato, in una conferenza stampa tenutasi a Milano, Alberto Nobili, alla guida della sezione Antiterrorismo della procura milanese. Il viaggio di questa famiglia, lei italiana e Mohamed Koraichi, 35enne di origine marocchina morto a causa di un'infezione, con i tre figli di 2, 4 e 6 anni inizia nel settembre 2015, a pochi mesi dalla proclamazione della nascita del Califfato, con un viaggio in auto da Lecco fino alla Siria.

Mohamed Koraichi

Una «scelta strategica», quella di portare i figli, «per farli diventare futuri combattenti, com'è successo al più grande di loro». Una scelta radicale, come dimostrano le parole del Gip, che sottolinea come la donna condivida i propositi del marito «con grande entusiasmo o, meglio, con fanatismo. Addestra e indottrina i figli in tenera età ed è talmente fiera che la sua foto profilo di WhatsApp mostra i tre figli vestiti da combattente con il dito alzato». Non solo: la donna «cerca di convertire la madre e altri familiari». Con loro ha fatto rientro in Italia anche il bambino concepito da Koraichi nei capi di addestramento con una seconda moglie.

figli di Mohamed Koraichi e Alice Brignoli isis-2

L'attività di ricerca della donna non si è mai interrotta, la misura nei suoi confronti è stata emessa poco dopo la fuga, le attività di localizzazioni si sono interrotte più volte nell'ultimo anno fino alla sicurezza che si trovasse «nel campo di Al-Halw, nel nord della Siria sotto il dominio curdo, un'area di circa 38 chilometri quadrati dove la donna, dopo aver trascorso un periodo nella parte dei cosiddetti irriducibili potrebbe aver avuto un ruolo di guardiana nei confronti delle altre donne», come spiega il comandante del Ros, Pasquale Angelosanto. La donna e i figli sono stati consegnati dai curdi fuori dal campo e «fatti rientrare a Linate con un aereo della Presidenza del consiglio messo a disposizione dell'Aise». La donna si trova ora a San Vittore, in attesa dell'interrogatorio davanti al gip in programma domani, mentre i minori sono stati affidati a una comunità. 

«Cerca d'indurre la madre alla conversione»

«Alice Brignoli sta continuamente manifestando la sua adesione all'associazione, anche con azioni concrete, quali quelle di propaganda: cercare di indurre la madre alla conversione ed indottrinare i suoi figli ed altri bambini all'ideologia jidaista». Questo, nei dettagli, quanto scrive il Gip di Milano Manuela Cannavale, nell'ordinanza di arresto firmata nell'aprile 2016 ed eseguita ieri, nei confronti della 43enne di Bulciago. 

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«Spero possano tornare a Bulciago»

«Era un po' di anni che non avevamo più notizie, sono contento personalmente di sapere che i bambini stiano bene, il mio pensiero va a loro». Lo ha detto all'Adnkronos Luca Cattaneo, sindaco di Bulciago. L'auspicio del sindaco è che prima o poi i piccoli possano tornare a Bulciago. «E' quello che spero, di ufficiale non sappiamo niente, ho letto che sono in una comunità protetta alle porte di Milano. So che hanno una nonna e se ci potesse essere in futuro qualche famigliare ad occuparsi di loro sarebbe meglio. L'augurio è questo». In questi anni, la comunità di Bulciago ha sperato in un lieto fine, dopo lo shock: «La loro partenza aveva lasciato tutti esterrefatti, nessuno se l'aspettava, soprattutto per i bambini - ricorda il sindaco -. Mi fa piacere sapere che stanno bene, non so cos'abbiano passato in questi anni, immagino che siano contenti di tornare». Anche lei, Alice, sembra contenta di tornare. «Meglio tardi che mai», osserva Cattaneo.

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