Cronaca

Cinquant'anni di giornalismo per Aloisio Bonfanti, sarà premiato dall'Ordine

Il 26 marzo l'Ordine dei giornalisti di Milano assegnerà il riconoscimento a uno dei giornalisti simbolo della cronaca lecchese

Aloisio Bonfanti nel 2007 (foto bdramone78/Flickr)

Un riconoscimento che celebra i cinquant'anni di carriera nell'Ordine dei giornalisti per Aloisio Bonfanti, penna e voce storica dell'informazione lecchese: il cronista, infatti, sarà premiato il 26 marzo prossimo nella sede milanese dell'Ordine.

Mezzo secolo di storia e di storie della città e del territorio raccontate, come lui stesso si definisce in un'intervista, in veste di "giornalista da marciapiede", in mezzo alla gente.

Nella sua lunghissima carriera, il giornalista 75enne ha raccontato la vita lecchese praticamente tramite tutti i mezzi d'informazione: a partire dalla carta stampata, al Giornale di Lecco e poi a La Provincia e Il Giorno, passando per la radio e la televisione (prima con Tele Spazio, antesignano di quella che diverrà Teleunica, e a tutt'oggi con Televallassina), senza tralasciare le testate online, con la rubrica  "1912: una storia infinita" sul portale sportivo LeccoChannel, dedicata ai 100 anni di fondazione della Calcio Lecco.

Scrittore, oltre che cronista, Bonfanti ha pubblicato diversi volumi, tutti incentrati sul territorio e sulla storia di Lecco, nei quali la Storia cittadina si fonde con le piccole storie dei suoi abitanti, a partire dalle note autobiografiche di "Il cortile delle botti e dei sassi di via Ghislanzoni", che prende spunto proprio dalla casa in cui il giornalista ha vissuto fino al matrimonio, avvenuto nel 1967.

C'è davvero tutta la storia recente di Lecco, nella memoria di Aloisio Bonfanti, comprese le notizie che a un giornalista non fa mai piacere diffondere: una su tutte, ci ha raccontato, la frana del San Martino del 23 febbraio 1969, nella quale persero la vita 7 persone. Ma ci sono anche le notizie più entusiasmanti, di quelle che fanno guardare al futuro con una certa speranza, come le manifestazioni del 1973 per il centenario della morte di Alessandro Manzoni, che trasformarono Lecco nel fulcro mondiale della cultura manzoniana e fecero pensare a una riqualificazione turistica e culturale dei luoghi dei Promessi sposi. Una speranza che permane anche oggi, in un momento in cui Lecco deve scegliere la sua nuova strada di sviluppo per il futuro.

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