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«Altro che biglietto, compro un machete». E il capotreno gli mostra le cicatrici dell'aggressione

Lo scontro è avvenuto sulla pagina Facebook "Comitato pendolari del Meratese": un utente esasperato dai ritardi lancia l'inopportuna provocazione che indigna Carlo Di Napoli, ferito nel 2015

 

A distanza di giorni fa ancora discutere sui social network il botta e risposta tra un pendolare lecchese e un capotreno vittima, nel 2015, di una brutale aggressione.

Lo scontro è avvenuto sulla pagina Facebook "Comitato pendolari del Meratese" sulla quale un uomo, esasperato dai recenti ritardi dei convogli di Trenord, si è avventurato in una frase alquanto inopportuna: «A luglio invece del mensile pensavo di acquistare un machete da esibire come documento di viaggio - le sue parole - Consigli sul modello più adatto?»

Capotreno aggredito, la protesta del sindacato

Il post non è passato inosservato, e Carlo Di Napoli, capotreno aggredito nel 2015 a colpi di machete alla stazione di Villapizzone da tre giovani delinquenti (poi arrestati e condannati), ha risposto inserendo nei commenti il video che ritrae le indelebili cicatrici sul suo braccio.

«Vede signor Marco - ha scritto il capotreno insieme al filmato - quelle che le mostro in questo breve video sono le cicatrici che porto dall'aggressione ricevuta appunto con un machete. Si ricordi che dietro una divisa, ogni divisa, c'è un uomo e una donna in carne ed ossa, con famiglia, amici ed altri cari, e che quello che lei reputa simpatico o ironico ha fatto inorridire non pochi».

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