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Nuova interdittiva antimafia del Prefetto: colpiti "Lungolago" e "Tabula Rosa"

I due luoghi erano stati raggiunti già negli scorsi anni dal medesimo provvedimento, ma le porte erano state riaperte a poca distanza di tempo

Due anni e mezzo dopo l'ultima volta, una nuova interdittiva antimafia colpisce gli stabili in cui si trovano "Lungolago" e il ristorante "Tabula Rosa", oltre a case e appartamenti per vacanze gestiti dalla Lungolago Srls. L'azienda, che ha sede ha Lecco, è stata infatti raggiunta dal provvedimento firmato dal Prefetto Michele Formiglio, che «prosegue in maniera serrata il lavoro a tutela dell’economia legale contro ogni tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico e produttivo della provincia di Lecco».

Il provvedimento, firmato il 19 febbraio 2020, «costituisce uno dei principali strumenti di prevenzione amministrativa nel contrasto alla criminalità organizzata», spiegano fonti della Prefettura di Lecco. Attualmente i due anni esercizi risultano fruibili al pubblico.

Terza interdittiva in poco tempo nel Lecchese

«Si tratta di un provvedimento adottato dopo approfondita istruttoria svolta dal gruppo interforze antimafia (del quale fanno parte Questura, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Direzione Investigativa Antimafia), con la comune volontà di salvaguardare l’economia legale dall’azione di soggetti in rapporto di continuità con la criminalità organizzata di tipo ‘ndranghetista», ha commentato il Prefetto Michele Formiglio.

Di recente sono state colpite dalla medesima misura anche un'agenzia funebre di Olginate e il popolare bar "Cermenati" dell'omonima piazza della città capoluogo.

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