Appello per Lecco, #iovivoqui è l'hashtag dei cittadini "attivi"

"Un modo simpatico per identificare le azioni frutto del regolamento appena approvato"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Civismo ed educazione civica. Sono questi i valori che hanno spinto Giorgio Gualzetti e Gianluca Corti, a lavorare su questo regolamento dei beni comuni, fatto a più mani insieme agli amici del Partito Democratico e di Vivere Lecco. Se da un lato il Civismo è quella forma di vita sociale e politica di cui, noi di Appello, siamo i primi promotori sul territorio lecchese, dall'altro, invece, per educazione civica si intende proprio quel complesso di norme che devono improntare i rapporti sia tra cittadini stessi che quelli con l'amministrazione comunale.

Il regolamento vuole proprio colmare il "vuoto" che in questi anni si è creato tra privato ed amministrazione pubblica, tentativo già proposto dalla precedente rappresentanza della nostra associazione in consiglio (Gualzetti-Invernizzi) ma ahinoi, arenatosi in qualche cassetto di Palazzo Bovara.

E' tempo di andare oltre lo schema "io mi occupo solo di quello che succede in casa mia, a tutto il resto ci devono pensare altri", perchè questo modo di fare è quantomeno arcaico e anacronistico. Non è possible immaginare una politica cittadina senza una maggiore sinergia tra pubblico e privato.

Si pensi alla ricaduta sociale dell'attuarsi dei vari patti di collaborazione, documenti che nello specifico definiranno i termini dell'intervento: cittadini che mettono a disposizione il loro tempo, la loro professionalità, soldi e strumenti di lavoro. Tutto questo ha un incredibile valore soprattutto in termini di sviluppo della fiducia reciproca.

Proprio per questo, il regolamento è anche un investimento sulle persone. Ci piacerebbe che attraverso tutte queste azioni di civismo, si passasse da una città dove si multa per l'errata esposizione dei sacchi, a una realtà dove il cittadino stesso compie, civilmente, un'opera di sensibilizzazione a rispettare le regole. Tutto questo, però, sarà vanificato se non ci sarà una comunità che condivida questa volontà. Non ci deve essere un'imposizione dall'alto del dovere civico, ma bisogna partire dal basso per una sorta di riscossa civica, per rendere Lecco una città più bella, più vivibile ma soprattutto, più partecipata.

Noi di Appello per Lecco vogliamo lanciare anche un modo simpatico per identificare tutte queste azioni che, speriamo numerose, saranno il frutto del regolamento appena approvato: #iovivoqui, una sorta di "timbro" per rendere orgogliosi i cittadini di quanto fatto per la propria comunità.

Appello per Lecco

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