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"Il Centro" di Arese

"Il Centro" di Arese

Terrorismo, disponibile per un attentato al Centro di Arese: confermata la condanna

Lo ha deciso la Corte d’Assise d’Appello di Milano, il 30enne è rinchiuso in carcere e sarà espulso

È stata confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano la condanna a quattro anni di reclusione inflitta a luglio 2017 in primo grado a Nadir Benchorfi, il cittadino marocchino di 30 anni fermato a dicembre 2016 perché si sarebbe detto disponibile a compiere un attentato per l'Isis nel centro commerciale di Arese, struttura in cui lavorava e frequentata da moltissimi clienti di tutta la Regione.

Il sostituto procuratore generale aveva chiesto una condanna a 8 anni di carcere, ribadendo come fosse stata "accertata la sua partecipazione al sodalizio criminale con finalità di terrorismo internazionale"

Gli agenti della Digos arrestano il presunto terrorista

Secondo la Digos Benchorfi sarebbe un "lupo solitario": usando Telegram (programma per la messaggistica istantanea) si sarebbe messo a disposizione degli uomini del Califfato per compiere attentati in Italia. Nello specifico, sempre secondo gli investigatori, il 30enne sarebbe entrato in contatto con alcuni foreign fighter di Daesh durante il suo soggiorno in Germania, legami che avrebbe mantenuto in Italia inviando anche somme di denaro ai combattenti della jihad.

Di tutt'altro avviso il suo avvocato Francesco Laganà che, sulle colonne de Il Giorno, ha precisato: "non è un terrorista ma un mitomane". Il legale ha avanzato anche una nuova richiesta di una perizia psichiatrica, e ha evidenziato «le anomalie di un processo che si basa esclusivamente sulle affermazioni auto-accusatorie dell’imputato». Laganà ha anche puntualizzato come Benchorfi abbia avuto contatti con una persona conosciuta su internet «che non è stata identificata, di cui non è stata accertata la reale appartenenza a organizzazioni terroristiche». Il verdetto è stato uno solo: la conferma della condanna.

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