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Richiedeva lo status di rifugiato sotto falso nome: arrestato nel Lecchese per violenza sessuale commessa in Germania

La Polizia ha dato esecuzione a un mandato di arresto europeo a carico di un 27enne che aveva presentato una falsa identità facendosi accogliere in struttura della provincia

Aveva richiesto lo Status di rifugiato sotto falso nome: un pakistano di 27 anni è stato arrestato dalla Polizia di Lecco in esecuzione di un mandato di arresto europeo per una violenza sessuale commessa in Germania. Il blitz degli agenti della Questura cittadina è scattato ieri, lunedì 1 marzo. I poliziotti della Squadra Mobile hanno rintracciato M.A., classe 1994, di nazionalità pakistana, che nel maggio del 2020 sotto altro nome si era presentato all'Ufficio Immigrazione lecchese, inoltrando una richiesta di asilo politico. In attesa delle verifiche della Commissione per i rifugiati, il giovane era stato condotto presso una struttura di accoglienza situata in provincia di Lecco.

I fatti: sequestrò la ex compagna per abusare di lei

Per lo straniero si sono ora aperte le porte del carcere. Grazie infatti alla cooperazione tra le forze di polizia dell’Unione Europea, la Germania aveva diramato una nota con la recente sentenza di condanna a 5 anni di reclusione proprio nei confronti di M.A. Questi, nel febbraio del 2019, a Stoccarda, fingendo di aver bisogno di aiuto a seguito di un malore, aveva indotto la sua ex compagna a soccorrerlo nella sua abitazione.

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La donna, pensando di trovare l’uomo in gravi condizioni di salute, era entrata nel suo appartamento, ma una volta all'interno era stata sequestrata e spogliata dal suo aguzzino intenzionato a violentarla. Dopo attimi concitati e di resistenza, la donna era poi riuscita a fuggire dando l’allarme. A seguito delle indagini portate avanti dalla forze dell'ordine tedesche, il pakistano è stato successivamente riconosciuto colpevole del reato di violenza sessuale. L'uomo era riuscito a scappare dalla Germania, recandosi in Italia senza documenti. Dopo aver fornito un’altra identità falsa, M.A. era arrivato perfino a rihciedere asilo politico proprio nel territorio lecchese.  

Fondamentale il lavoro di cooperazione internazionale. Sarà estradato in Germania

I dati biometrici del giovane condannato in Germania, inseriti negli appositi software dell’Unione Europea, hanno avuto pieno riscontro con quelli del richiedente asilo a Lecco. Lo Scip - Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza - appena ottenuto il citato riscontro, ha immediatamente allertato la Questura di Lecco per individuare il pakistano malvivente e assicurarlo così alla giustizia, per la successiva estradizione in Germania.

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