"Striscia 2018": la Polizia arresta un altro spacciatore attivo nei boschi di Bosisio Parini

Gli agenti della Polfer hanno rintracciato il magrebino mentre si trovava all'interno della stazione di Varedo, nella provincia di Monza e Brianza

La Polizia di Stato della Questura di Lecco, nella mattinata di venerdì 8 novembre, nei pressi della stazione ferroviaria del comune di Varedo (Monza e Brianza), ha rintracciato e arrestato B.A., meglio conosciuto come “Alex”, marocchino classe 1974, clandestino e senza fissa dimora, destinatario della misura di custodia cautelare in carcere con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti nei boschi di Bosisio Parini.

Lo spacciatore era ancora ricercato nell’ambito dell’indagine “Striscia 2018”, che ha visto coinvolti venti indagati, due dei quali sono già in carcere colpiti dalla misura della custodia cautelare. Il soggetto si è fatto cogliere di sorpresa dagli agenti della Squadra Mobile di Lecco mentre scendeva dal treno a Varedo. Dopo di essere stato riconosciuto, non ha opposto resistenza e successivamente veniva accompagnato dai poliziotti presso la casa circondariale di Lecco a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L'operazione "Striscia 2018"

Affonda le radici al 2018 l'operazione condotta negli ultimi mesi dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Lecco diretta dal Commissario Capo Dr. Danilo Di Laura. Un'operazione lunga e articolata, che ha preso il via grazie all'inchiesta realizzata da "Striscia la Notizia" all'interno del bosco della droga di Civate e dallo stesso tg satirico ha preso il nome "Striscia 2018". Al centro delle attenzioni dei poliziotti ci sono ancora le decine di spacciatori che operano con immutata celerità nelle zone boschive che attorniano la provincia di Lecco, in particolar modo la zona brianzola. Negli ultimi giorni gli agenti hanno dato seguito alle due ordinanze di custodia cautelare in carcere, su quattro richieste in totale, firmate dal Gip del Tribunale nei confronti di due spacciatori algerini operativi tra la stessa Civate e i boschi di Bosisio Parini; venti sono, invece, gli indagati in totale. Nel giro di otto mesi la Polizia ha individuato millecinquecento acquirenti, arrivati a Civate e Bosisio dal resto della provincia, ottomilacinquecento compravendite e un "giro" stimato da duecentocinquantamila euro.

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