Cronaca

Caccia, Arrigoni: "Il Pd è ostaggio degli ambientalisti talebani"

Il senatore calolziese attacca il Governo: il divieto di utilizzare roccoli e richiami vivi danneggerà seriamente il settore venatorio.

Il senatore calolziese Paolo Arrigoni attacca il Governo sui recenti stop all'utilizzo di roccoli e richiami vivi nella caccia ai volatili.


Dopo il freno sulle competenze imposto alle Regioni col decreto sulla competitività e la comunicazione del sottosegretario Pd Silvia Velo, sono state accolte le richieste esplicite di alcuni senatori del Partito democratico che chiedono di vietare la detenzione e l'utilizzo di richiami.


«Il Pd è ostaggio degli ambientalisti talebani, che stanno facendo fuori con blitz parlamentari tradizioni venatorie secolari e  migliaia di posti di lavoro - afferma Arrigoni - ha preso a pretesto l'infrazione comunitaria sulla cattura temporanea e l'inanellamento per blindare con divieti e nuovi limiti l'intero settore venatorio».


Questi limiti, se attuati, danneggerebbero un settore, quello della caccia, che produce 94mila posti di lavoro e 9 miliardi di euro l'anno.


«Meditino i cacciatori. Questo - ammonisce Arrigoni - succede per non avere ascoltato l'allarme della Lega, che durante la conversione del decreto competitività aveva messo in guardia dal facile entusiasmo a cui si sono abbandonate molte associazioni venatorie, che hanno creduto alle promesse del Governo Renzi. Ora continueremo a marcare stretto l’Esecutivo, per la tutela di questa secolare tradizione. Ma la battaglia, con una maggioranza ricattata dall'ala ambientalista-oltranzista del Pd, sarà più difficile».

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