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La delegazione di Confcommercio ha partecipato all'assemblea nazionale

La delegazione di Confcommercio ha partecipato all'assemblea nazionale

Assemblea nazionale Confcommercio, al centro: riforme e imprese

La delegazione lecchese guidata dal presidente Peppino Ciresa ha partecipato all'assemblea nazionale di Confcommercio a Roma. Tra i punti caldi: riformare il Paese e rilanciare la domanda interna

Riformare il Paese e rilanciare la domanda interna. Sono stati questi i temi principali della ventisettesima assemblea nazionale di Confcommercio, svoltasi giovedì 5 giugno a Roma e a cui ha preso parte anche una delegazione di Confcommercio Lecco composta dal presidente Peppino Ciresa, dal vicepresidente Severino Beri, dai membri di Giunta Lucio Corti, Alberto Negrini e Claudio Somaruga, dal consigliere Roberto Tentori e dal direttore Alberto Riva.

Aperta da alcune interviste a imprenditori e imprenditrici del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti, presenti sul palco, e alle cui sollecitazioni hanno dato risposta i ministri Dario Franceschini (cultura) e Andrea Orlando (giustizia) e il viceministro Riccardo Nencini (trasporti), l’assemblea ha poi visto il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli lanciare messaggi forti durante la sua relazione: “Bisogna licenziare una volta per tutte la vecchia abitudine dello “spendi e tassa”. 

Riforma della spesa pubblica e riforma fiscale vanno di pari passo. Oggi le tasse in Italia si pagano tre volte: come imposte, come burocrazia e come incertezza”. 

Quindi un cenno al delicato tema dell’obbligo del Pos dal 30 giugno (“Bene la moneta elettronica a condizione che il costo delle transazioni venga allineato ai parametri europei”), prima di dedicarsi all’occupazione: “Servono buone regole nel mercato del lavoro. Oggi c’è bisogno di creare lavoro appena è possibile e dove è possibile. 

E’ insensato tenere distanti i lavoratori dalle imprese e le imprese dai lavoratori. E limitare le forme di assunzione perché flessibili, significa invece, inevitabilmente, limitare le opportunità. Il vero precariato è la disoccupazione”. 

Atteso anche il passaggio sul dialogo con le parti sociali: “Se per rifiutare la concertazione si sminuisce il ruolo dei corpi intermedi si compie un errore irrimediabile.

I corpi intermedi sono quelli che hanno saputo anche scendere in piazza in modo positivo e propositivo. Senza di loro, senza le associazioni, senza di noi, invece di 5 milioni di imprenditori avremmo corso il rischio di avere oggi 5 milioni di “forconi””. 
Sangalli ha poi difeso le Camere di commercio: “Sono istituzioni utili e che rimangono di fondamentale importanza per il Paese: uno strumento necessario ai territori per crescere, alle economie locali per rafforzarsi, alle diverse componenti dell’economia per dialogare”. 

Quindi è arrivato un appello: “Rivalutare il ruolo della domanda interna non è operazione da circuiti culturali minori. E’ di vitale importanza per tutto il Paese e per tutte le imprese. Altro che aumentare le tasse sui consumi! Capisco la preoccupazione dell’Europa per l’equilibrio dei conti italiani, ma non comprendo la ripetizione di ricette che non tengono in considerazione lo stato di salute del malato. 

Lo hanno capito tutti: i consumi sono malati e se si sbaglia farmaco si aggraveranno. Questo film l’abbiamo già visto nel 2012: conti in disordine, più tasse, -4% dei consumi e nuova recessione. Non ripetiamo quell’errore!”.
Molto apprezzato dagli imprenditori presenti anche il discorso del ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi: “Il commercio è stato uno dei principali fattori che hanno assicurato elevati livelli di vivibilità e di coesione sociale anche in questi anni di crisi: anche per questo è doveroso riconoscervi un vero e proprio ruolo di servizio pubblico. 

Soprattutto su di voi è gravato il peso di un'economia in difficoltà. Anche per questo l'impegno che ho assunto per tenere aperte le fabbriche è assolutamente analogo a quello che metterò per tenere aperti i negozi”. Poi hai sottolineato come l’agenda delle riforme poggi su due capisaldi: rilanciare l’occupazione e far ripartire la domanda interna. 

“Ha ragione il presidente Sangalli: il mercato interno è fondamentale, nessuna azienda può sopravvivere solo con l'export". 
Significativa l’apertura sul capitolo Pos: “Per quanto riguarda i costi di utilizzo della moneta elettronica, mi impegno ad attivare con voi un tavolo di confronto con le banche e con gli altri operatori di mercato, per ridurre i costi legati alla disponibilità e all'utilizzo dei Pos. ù
Sono certa che ci siano i margini per comprimerli significativamente”. Interessante anche l'affermazione relativa alle giornate di chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali: "Non sono contraria all'introduzione a livello nazionale di un numero contenuto di giornate di chiusura. 

Alcune possono coincidere con le festività nazionali, per le altre lascerei comunque alle imprese la libertà di individuarle autonomamente sulla base delle proprie esigenze di offerta al pubblico".

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