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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Baby gang nega la rapina davanti al giudice: "Quella sera ero a Riccione"

Durante l'interrogatorio di garanzia il legale del rapper ha chiesto la scarcerazione per il suo assistito

Sarebbe stato in viaggio verso Riccione nel momento in cui veniva commesso il reato. Per questo l'avvocato di Baby Gang, il rapper milanese finito in carcere due giorni fa in un'inchiesta su una serie di rapine, ha chiesto la scarcerazione del suo assistito durante l'interrogatorio di garanzia che si è svolto nella giornata di sabato 22 gennaio davanti al gip di Milano Manuela Scudieri.

Non solo: come riportato dai colleghi di Milano Today, non ci sarebbero elementi a dimostrare che il 20enne fosse sul luogo del delitto quando veniva compiuto il reato. Anche attraverso i dati delle celle telefoniche agli atti dell'indagine, ha chiarito la difesa, si evince che Zaccaria Mouhib era a Vignate alle 13.38 e dunque "ben 7 ore prima della rapina".

L'avvocato Niccolò Vecchioni, nel dettaglio, ha spiegato che Mouhib era stato a pranzo da un amico e poi quella stessa sera si era spostato verso la Romagna. Non solo, davanti al giudice il ragazzo avrebbe ammesso di aver "cambiato vita" e questo grazie alla raggiunta "stabilità" economica, frutto di tre contratti musicali con una major discografica. In pratica il rapper ha detto di non essere più la stessa persona che viveva di reati come le rapine, anche perché non ne avrebbe più "bisogno".

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