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Venerdì, 24 Maggio 2024
La protesta

Baby Gang inizia lo sciopero della fame in carcere

Il trapper lecchese è detenuto in una struttura dopo una violazione degli arresti domiciliari

Baby Gang inizia lo sciopero della fame. Il trapper lecchese, detenuto in carcere dallo scorso 29 aprile, ha iniziato la propria personalissima protesta: l'annuncio è arrivato via Instagram ed è stato effettuato dal suo staff: “Ascoltare la radio è uno dei pochi sollievi nella giornata di un carcerato - si legge -. Baby ci ha fatto sapere che sentire i suoi pezzi girare in radio lo sta aiutando a sopportare questa assurda detenzione. Da oggi ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro la censura che lo sta colpendo nel modo più subdolo e violento”.

baby gang sciopero fame 2

Il nuovo arresto di Baby Gang

Il trapper lecchese da milioni di follower e streams è tornato in cella su decisione della terza Corte d'appello di Milano, davanti alla quale si terrà il processo per la sparatoria, rilevando una violazione degli arresti domiciliari. Ad arrestarlo sono stati i carabinieri della Stazione di Calolziocorte: al termine delle formalità di rito, Zaccaria Mouhib è stato portato presso il carcere di Lecco.

Baby Gang era agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico dallo scorso gennaio e con condanne in primo grado a 4 anni e 10 mesi per una rapina e a 5 anni e 2 mesi per una sparatoria nell'estate del 2022 in una zona della movida milanese. Tuttavia, secondo i giudici avrebbe violato le prescrizioni dei domiciliari con la pubblicazione sui social di post legati alla pubblicazione del suo nuovo album. Post che secondo la difesa erano tutti stati "autorizzati".

La notizia è apparsa nella pagina Instagram dell'artista, gestita dai suoi manager. La procura generale ha chiesto l'aggravamento della misura contro Baby Gang, ritenendo siano state violate le prescrizioni relative ai domiciliari: avrebbe "in particolare - si legge nell'atto - comunicato con un numero indeterminato di soggetti, pubblicando fotografie si Instagram, ove viene ritratto mentre impugna una pistola che punta verso l'obiettivo, ostentando il braccialetto elettronico".

"La superficialità di questa motivazione lascia sbalorditi - commenta il legale difensore, Niccolò Vecchioni - dal momento che l'account social del cantante è gestito dal suo manager e il materiale pubblicato è stato realizzato in sessioni di lavoro che erano state autorizzate dalla stessa Corte di appello. Un provvedimento sintomo di schizofrenia giudiziaria avverso il quale faremo appello al Tribunale del Riesame". 

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