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Da sinistra a destra: Giudo Zappa, Baldassarre Cristoforo Mauri e Vittorio Addis

Da sinistra a destra: Giudo Zappa, Baldassarre Cristoforo Mauri e Vittorio Addis

Black&Decker di Civate, demolito anche il camino

Lunedì mattina ha preso il via la fase finale dell'attività di demolizione, quella che riguarda gli edifici sul fronte strada. Questa mattina la demolizione del camino

Civate è quasi pronta per la sua mutazione più profonda degli ultimi anni.
L'ex area della Black&Decker di via del Crotto, infatti, ogni giorno perde pezzi dei suoi vecchi edifici, liberando la vista ed aprendo il paese ad una nuova morfologia urbana.
Una volta terminate le attività di demolizione (questa mattina ha preso il via l'abbattimento del camino, sette mesi e mezzo la durata totale dei lavori), sorgeranno 8000mq di zona residenziale, un piccolo albergo da 60 posti ed un'area completamente riedificabile, per cui si attendono solo delle proposte da presentare in comune.

"Quest'area - esordisce il sindaco Baldassarre Cristoforo Mauri - sarà il fiore all'occhiello di Civate, perchè si troverà in pieno centro ed in uno degli snodi cruciali verso la Brianza. Sono molto speranzoso per il prosieguo dei lavori, che fino ad oggi sono avanzati nei tempi previsti."

"Di questi tempi - parla Vittorio Addis di Tecno Habitat spa- è fondamentale procedere con la riqualificazione delle aree già edificate, evitando di toccare zone "vergini". Dal mio punto di vista, la regione Lombardia deve predisporre una normativa a tal proposito, che incentivi la conversione degli scheletri di fabbriche dismesse. L'opera portata avanti a Civate non è e non è stata di facile attuazione, in quanto parliamo di un edificio solido, ben costruito e quindi di difficile abbattimento. Il merito della riuscita va a tutti gli operatori, che hanno agito con altissima professionalità."

"I lavori hanno messo in evidenza tre aree di criticità - il pensiero di Guido Zappa di Safond-Martini - il massimo rigore tecnico nell'esecuzione dell'operazione, il rapporto con gli enti di controllo e la contestualizzazione del lavori, visto che gli edifici si trovano in pieno centro urbano.
Posso solo esprimere piena soddisfazione per come sono state gestite queste tematiche ed è la dimostrazione di come sia possibile lavorare bene se c'è la volontà di farlo."

La fabbrica, prima di essere abbattuta, è stata bonificata dall'amianto e non solo, dopodichè sono entrati in azione tre mezzi pesanti (500, 250, 150 quintali), con cui le ditte hanno proceduto nelle operazioni.
Circa 600 sono stati i viaggi necessari per trasportare le 18000 tonnellate di rifiuti prodotte, mentre sono previste delle operazioni accessorie per rimodellare l'area al termine dei lavori,.

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