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Villa del Casale di Piazza Armerina

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Caccia, in Italia al via la pre-apertura

Dura presa di posizione da parte della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente contro le pre-apertura della stagione venatoria

Il primo settembre si è riaperta di fatto la stagione venatoria in quasi tutte le Regioni, ad eccezione di Piemonte, Emilia Romagna e Liguria. Con la pre-apertura, infatti, è stato anticipato il via regolare della caccia, fatto che ha scosso e motivato la reazione di protesta della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente. Con la pre-apertura si potrà sparare soltanto in due giorni: il primo e il cinque settembre.

calendari, però, tardano ad arrivare, questo per evitare che gli ambientalisti ricorrano al Tar. In alcuni casi si è affidata alle singole Province la definizione del calendario della pre-apertura, per la precisione in Toscana, in Emilia-Romagna e in Lombardia, dove al momento ha aderito solo Brescia.

In Provincia di Lecco fa fede la deliberazione G. P. n. 169 del 29.07.2014, che disciplina l’esercizio venatorio nel territorio lecchese per la stagione venatoria 2014 – 2015, e ad oggi non è stata prevista la pre-apertura. In base alla delibera “la caccia in forma vagante è consentita da domenica 21 settembre 2014 a sabato 31 gennaio 2015 per tre giorni settimanali a scelta, esclusi i giorni di silenzio venatorio. La caccia da appostamento fisso è consentita da domenica 21 set- tembre 2014 a sabato 31 gennaio 2015 per tre giorni settimanali a scelta, esclusi i giorni di silenzio venatorio. La starna e la femmina di fagiano possono essere cacciati da domenica 21 settembre 2014 a lunedì 8 dicembre 2014 compreso”.

La denuncia della Federazione sulla pre-apertura è molto forte: “sono una “vergogna per il Paese”, un “appuntamento annuale con l’illegalità”, il via libera alla “vera e propria guerra contro la natura” condotta da amministratori pubblici per compiacere una minoranza (fortunatamente sempre più ridotta) di cacciatori e i produttori di armi”. “Non solo il buon senso e le evidenze scientifiche suggeriscono di non consentire la caccia nei periodi di migrazione e riproduzione – prosegue il comunicato della Federazione- ma le direttive europee, già recepite da leggi italiane, vietano la pratica venatoria in questi momenti delicati per la fauna selvatica e numerose sentenze dei Tribunali amministrativi danno ragione ai ricorsi delle associazioni animaliste. Eppure norme e giudici, esattamente come l’opinione di milioni di italiani, nulla possono contro la lobby dei cacciatori, che per il proprio “divertimento” distruggono un patrimonio comune, calpestando – se ne hanno voglia – anche la proprietà privata”.

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