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L'esame dal Dna è stato disposto dalla Procura

L'esame dal Dna è stato disposto dalla Procura

Nessuna violenza sul corpo ritrovato nel Bione, ora esame del Dna

L'avanzata decomposizione del cadavere ha impedito di stabilire il periodo della morte

Sono minime le informazioni fornite dall'autopsia sul corpo ritrovato lunedì 9 febbraio immerso belle acque del Bione. L'esame autoptico, eseguito ieri 11 febbraio e durato molte ore, ha solo permesso di escludere un atto violento all'origine del decesso.

Resta, dunque, senza nome il cadavere: lo stato di avanzata decomposizione non ha permesso al medico legale di dare un'età alla persona, né di risalire al periodo della morte per incrociare questi dati con quelli di eventuali persone scomparse.

Per avere maggiori dettagli sarà necessario un esame del Dna, disposto dal sostituto procuratore di Lecco: i risultati potranno rivelarsi molto utili per risalire all'identità della vittima, se la sua mappa genetica risulterà nel database degli inquirenti. Per l'esito, però, bisognerà attendere un mese circa.

Il corpo è stato ritrovato la mattina di lunedì 9 febbraio da un passante che, uscito per una passeggiata in località Malnago, lo ha scorto nelle acque del torrente lecchese.

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