Cagnolina incinta trovata morta legata in un sacco. «Il Parlamento reagisca»

L'onorevole lecchese Brambilla, presidente del Movimento animalista e della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente, commenta l'atroce episodio avvenuto in Calabria

Uno dei cuccioli di Luce, cagnolina incinta barbaramente uccisa

«Da un orrore all'altro: a pochi giorni dal caso di Luce, un'altra cagnolina, probabilmente incinta, è stata trovata morta, legata in un sacco, con segni di violenza. È tempo che il Parlamento reagisca di fronte a fatti così gravi: appena possibile, sia calendarizzata in commissione la mia proposta di legge per inasprire le pene a carico di chi maltratta e uccide gli animali». 

Lo scrive l'onorevole lecchese Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista e della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente, commentando il nuovo, orribile caso di probabile animalicidio a Rende (Cosenza), a pochi chilometri dal luogo dove è stata ritrovata Luce.

Chi ha voluto disfarsi della cagnetta, di taglia media, le ha legato le zampe anteriori e posteriori con del filo elettrico, poi l'ha infilata in un primo sacco accuratamente chiuso intorno al corpo con uno spago del tutto simile a quello usato per Luce, e poi l'ha messa in un sacco più grande, da mangime. La causa della morte sarà accertata da una necroscopia, già autorizzata dall'assessore comunale, ma il sangue trovato fa supporre, a detta del veterinario, una morte violenta e immediata.

La LEIDAA: «Atto di crudeltà»

Il corpo della cagnetta è stato scoperto sul ciglio della strada, in una zona degradata, da tempo trasformata in discarica, da due ragazzi, che hanno subito allertato la responsabile locale della LEIDAA, Gisella Grande, che a sua volta ha chiamato i vigili urbani, prontamente intervenuti. «La certezza potrà darcela solo l'autopsia - commenta Grande - ma tutto fa pensare che siamo di fronte all'ennesimo atto di crudeltà, probabilmente compiuto su un animale randagio. Lo dico non solo perché la cagnetta non ha microchip, ma soprattutto perché mi pare impensabile che qualcuno abbia riservato un simile trattamento al proprio cane. Se qualcuno ha visto qualcosa - conclude - ce lo faccia sapere».

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«Purtroppo - aggiunge l'onorevole Brambilla - l'ora dell'indignazione non passa mai. Non posso che rinnovare il mio appello a tutte le forze politiche perché finalmente si decidano a prendere provvedimenti contro i casi di maltrattamento e animalicidio, che il precedente governo e la sua maggioranza avevano liquidato come bagatelle. L'avvio della legislatura può ridare slancio all'azione di tutti coloro che chiedono più tutela per gli animali. Sarà il primo argomento all'ordine del giorno del già costituito Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali. Intanto la LEIDAA presenterà denuncia contro ignoti».

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