Cronaca

Cai Colico si scusa per il deturpamento della Chiesa di Santa Barbara al Forte di Fuentes

"Ci assumiamo per intero la responsabilità dell'accaduto e ci scusiamo di fronte agli organi competenti" ma, prosegue il comunicato "Siamo rimasti sorpresi dal modo con cui è stato evidenziato l'accaduto. Sarebbe bastata un'amichevole telefonata!"

Il "danno" e la "riparazione"

Il 30 Aprile abbiamo pubblicato un articolo in cui riprendavamo le parole di lamentela dell’assessore provinciale alla Cultura Marco Benedetti riguardo all'episodio di deturpamento del sito archeologico della Chiesa di Santa Barbara al Forte di Fuentes a Colico.

Il Cai di Colico autore del danneggiamento si scusa pubblicamente dell'accaduto precisando che il fatto è avvenuto in buona fede e che sarebbe bastata una telefonata per rimediare senza mettere in cattiva luce l'associazione. 

Questo il comunicato del Cai sez. di Colico:

“Con rammarico apprendiamo dalle cronache di diverse testate giornalistiche locali, che la nostra Sezione ha arrecato un danno al sito archeologico del Forte Fuentes di proprietà della Provincia di Lecco. Ci assumiamo per intero la responsabilità dell’accaduto e ci scusiamo di fronte agli organi competenti. Come documentato fotograficamente abbiamo provveduto alla rimozione delle due bandierine poste sul rudere in questione.
Siamo rimasti sorpresi dal modo con cui è stato evidenziato l’accaduto. Sarebbe bastata un’amichevole telefonata!
Vale però la pena ricordare la storia di queste due “incriminate bandierine”.
Lo scorso 6 aprile la nostra Sezione ha organizzato, come è solita fare tutti gli anni, una giornata ecologica per la pulizia di tutti i sentieri della zona. Durante tale uscite oltre che raccogliere i numerosissimi rifiuti abbandonati lungo i tracciati, i gruppi provvedono anche a rinfrescare la segnaletica per favorire il turismo escursionistico locale e sono stati raccolti diversi grossi sacchi d’immondizia. Normalmente la zona viene divisa fra i diversi gruppi in relazione alle problematiche operative. I soci maggiorenni, gli accompagnatori del gruppo di ragazzini impegnati lungo il Sentiero dei Forti, non si sono accorti del posizionamento sul sito archeologico della bandierina segnavia, dovuta, crediamo, all’esuberanza di giovanissimi a cui è stata assegnata una prima attività da persone adulte. L’inconveniente e in particolare il fatto che la notizia sia stata fornita in cronaca alle diverse testate giornalistiche locali ci ha particolarmente amareggiati in quanto sarebbe bastata una telefonata alla nostra Sezione per provvedere, come abbiamo ora fatto, alla rimozione delle due scandalose bandierine segnavia. L’amarezza è in particolare ancora più forte e crea in tutti i volontari del CAI un senso di demoralizzazione profonda in quanto basta fare un piccolo errore per andare sulle cronache mentre quando si fanno opere o azioni anche onerose e pregevoli per la comunità questo passa in silenzio e sembra che tutto sia dovuto. E’ proprio vero che a far niente non si sbaglia mai!
Che cosa ha fatto il CAI di Colico per il territorio e per promuovere il turismo locale nei suoi 28 anni di vita? Potremmo scrivere ora un lungo elenco di opere e di attività, ma sicuramente non serve, in quanto tutti i cittadini di Colico e i cittadini dei numerosissimi comuni adiacenti lo sanno molto bene; e a conferma di quanto detto sono il sorprendente numero d’iscrizioni al nostro sodalizio. Se fra i lettori ci fosse qualcuno che ancora non conosce la nostra serietà e dedizione al territorio e al volontariato in genere lo invitiamo a visitare il nostro sito www.caicolico.it
Rinnoviamo alla Provincia di Lecco le nostre più sentite scuse per “l’increscioso inconveniente” ora rimediato”.

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