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Braccianti stranieri sfruttati nei campi, l'accusa dei sindacati all'ex Sindaco di Calco

Dodici ex lavoratori hanno sporto denuncia alla Direzione territoriale del lavoro

Sfruttati nei campi coltivati a zucchine e costretti a lavorare sette giorni su sette, per la paga di un euro ogni cassetta di verdura raccolta: è questa la motivazione con cui alcuni cittadini di origine straniera hanno sporto denuncia alla Direzione territoriale del lavoro, con il supporto della Cgil di Lecco, contro un'azienda agricola facente capo al figlio di Giuseppe Magni, ex Sindaco di Calco.

L'atto formale di querela è stato presentato a giugno 2015 dai lavoratori, reclutati dal 2011, secondo quanto riferito dal sindacato, per lavorare nei campi della Ma.Ma. di Alessandro Magni, figlio dell'ex Primo cittadino di Calco, e del soio di minoranza Federico Maggioni, padernese: si tratta di una dozzina di persone provenienti da Burkina Faso e Senegal, tra le quali due donne e tre minorenni: tre di loro, inoltre, senza permesso di soggiorno.

Lavoratori senza contratto retribuiti con 4 euro l'ora per 10-12 ore di lavoro al giorno, ha spiegato il segretario della Flai Cgil Massimo Sala durante una conferenza stampa che si è svolta oggi 1 ottobre, che però nell'ultimo periodo ricevevano solo acconti, promesse di completare il pagamento al termine del raccolto, e un panino al tonno a pranzo ogni giorno. Gli uomini e le donne, residenti nel Meratese, venivano recuperati ogni mattina dai titolari dell'azienda agricola nei pressi dell'oratorio di Airuno, e portatgi a lavorare nei campi di zucchine di Airuno, Brivio, Bellusco e Sartirana.

La decisione di ribellarsi è arrivata quando, nonostante la decisone di retribuire con un euro ogni cassetta di zucchine raccolta, in denaro non arrivava: dopo aver sporto denuncia sono stati lasciati a casa e, spiega Ass Casset, responsabile dell'Ufficio immigrazione Cgil di Lecco non hanno trovato un nuovo impiego, mentre sembra che nei campi siano stati impiegati nuovi braccianti, stavolta provenienti dal Pakistan.

Una questione che, oltre all'aspetto legale e contrattuale, avrebbe anche una forte valenza economica e politica: sotto il primo aspetto perché il costo di produzione sarebbe sceso anche del 40%, andando a incidere in modo significativo sul prezzo finale dei prodotti e rischiando di toccare anche gli altri lavoratori, il cui salario medio è di 12 euro l'ora circa in questo settore.

Sotto l'aspetto politico, invece, il ruolo dell'ex Sindaco leghista, sarebbe cruciale: secondo il segretario Cgil Wolfango Pirelli, infatti, l'uomo sarebbe stato a conoscenza dei fatti, in quanto avrebbe svolto un ruolo attivo in azienda.

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