Cronaca

Calolzio, i genitori di Rossino scrivono al Prefetto

"Il futuro di una comunità riteniamo non possa essere deciso da un'amministrazione contro la volontà della comunità stessa. Noi non ci stiamo, pronti a tutto per mantenere viva la scuola"

Il "Comitato Genitori Scuola Primaria Rossino" (Calolzio) ha inviato una lettera, alla Prefettura e al Provveditorato, per "denunciare la gravissima situazione che la scuola e i genitori stanno vivendo" e chiedere "un incontro per ottenere l'attivazione di una classe prima effettiva e formale, con adeguate risorse docenti, per il prossimo anno scolastico 2016/2017 e per scongiurare definitivamente il rischio chiusura della scuola, o parte di essa, decretando una stabilità del plesso, quale polo ricettivo collinare".

"Con la presente vorremmo porre alla Vostra attenzione la grave e preoccupante problematica che anche quest'anno sta colpendo la Scuola Primaria di Rossino e le forti preoccupazioni, che si stanno addirittura trasformando in profonda sfiducia nelle istituzioni, non soltanto da parte dei genitori che gravitano intorno alla scuola e dell'intera comunità delle frazioni collinari di Calolziocorte, ma anche da parte di genitori entro e fuori i confini dell'Istituto Comprensivo di Calolziocorte. [...]
Il Comitato Genitori Scuola Primaria nacque nel 2011, quando già si paventava fortemente la chiusura del plesso scolastico, ma sino ad ora la scuola è restata in vita nella consapevolezza di poter trasformare una situazione di difficoltà in un'opportunità, elaborando ed erogando dei percorsi formativi d'eccellenza. [...]
L'anno scorso abbiamo dovuto chiedere per la prima volta un tavolo, con la presenza di tutte le parti coinvolte, negli uffici prefettizi, per riuscire a far cambiare opinione all'amministrazione comunale e al Dirigente Scolastico che non ci davano garanzie sul futuro della scuola. [...] È indubbio che questo continuo clima di incertezza ha contribuito in modo determinante negli ultimi anni al processo di riduzione delle iscrizioni. [...]
Quest'anno è successo di peggio: innanzitutto la direzione scolastica ha disincentivato e impedito a dei genitori di iscrivere i propri figli a Rossino. Nonostante questo gli iscritti sino al 31 marzo risultavano 12, ossia 10 residenti nel Comprensivo (8 di Calolziocorte + 2) + 2 con residenza in altri comuni. Inoltre amministrazione comunale e direzione scolastica in questi giorni hanno pubblicamente dichiarato sui mezzi d'informazione che la scuola di Rossino era salva e nei genitori non poteva quindi nascere nessuna preoccupazione particolare. [...]
Il 31 marzo succede però qualcosa di strano, i 4 genitori non residenti a Calolziocorte ricevono una comunicazione dalla direzione del Comprensivo con la quale gli viene comunicato che non può essere accolta la loro iscrizione nel plesso di Rossino ed entro il 9/4 devono comunicare un'altra scelta. Non se ne comprendeva la ragione, salvo poi capire che la decisione della direzione era quella di attivare a Rossino formalmente 4 classi effettive, poichè la classe prima verrà accorpata alla classe quinta (pluriclasse)!!!
I genitori della futura prima hanno iscritto i propri figli a Rossino optando per le 40 ore e nessuno li ha coinvolti su scelte diverse; nessuno ha inoltre interpellato o coinvolto in tutto questo percorso il Comitato Genitori! Sia chiaro che tutti i genitori non sono disposti ad accettare una pluriclasse. [...]
Attivare una pluriclasse vorrebbe dire portare alla chiusura la Nostra Scuola in pochi anni, inoltre con la pluriclasse verrebbe meno la possibilità di aprire la classe ad iscrizioni esterne, dinamica che al contrario, se ben coltivata, porterebbe beneficio sia a Rossino, che troverebbe negli anni una propria stabilità, che gli altri plessi calolziesi, che vedrebbero un po' ridursi il numero di alunni per classe.
Ci sembra assolutamente fuori luogo e sconcertante portare alla chiusura questa scuola, con queste promesse, contro il volere di un'intera comunità [...] non comprendere che la scuola crea aggregazione, identità tra gli alunni che la frequentano, elementi essenziali per garantire la vita stessa ed il futuro delle frazioni, dell'oratorio, delle associazioni sportive e non locali, delle attività commerciali ancora esistenti; non capire che la presenza di una scuola, unico presidio pubblico locale, delineandone la sua stabilità nel tempo, è il primo elemento per attrarre una famiglia ad insediarsi in frazioni già disagiate rispetto il centro città per minori servizi, conformazione del territorio, stili di vita, ecc. [...]
È per questo che chiamiamo in causa Lei dott. Volontà e Lei dott.ssa Baccari, in quanto rappresentante del Governo sul nostro territorio. Il futuro di una comunità riteniamo non possa essere deciso da un'amministrazione contro la volontà della comunità stessa - si conclude la lettera - Noi non ci stiamo e siamo pronti a tutto pur di mantenere viva la Nostra Scuola, pur di mantenere viva la nostra Comunità, per il bene e per il futuro dei Nostri Figli".

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