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Calolzio, i restauri al Lavello riportano alla luce un'iscrizione del Settecento

Nell'attuale sala conferenze è stata trovata un'iscrizione che indicherebbe che, trecento anni fa, lì potrebbe esserci stato il refettorio del convento.

Un'iscrizione risalente al diciottesimo secolo è stata scoperta in questi giorni al monastero di Santa Maria del Lavello, a Calolzio.


I lavori di restauro hanno riportato alla luce la scritta "Refrettorio" sulla parete di quella che è oggi la sala conferenze: «Durante la fase di intervento sulla parete nord del complesso è apparsa una scritta perfettamente leggibile che porta l’indicazione "Refrettorio" – spiega Emilia Hoffer, presidente della Fondazione di Santa Maria del Lavello – L’ipotesi è che l’attuale sala conferenze fosse appunto un refettorio. La scritta appena scoperta era “sfuggita” nel corso dell’intervento precedente, effettuato dieci anni or sono».


La nuova fase di restauri al complesso del Lavello, iniziata lo scorso luglio e che terminerà a fine anno, fa parte del progetto "Nuova vita per antiche mura" che, con i finanziamenti di Fondazione Cariplo e della Provincia di Lecco, ha permesso un investimento di 250mila euro per i lavori al monastero calolziese, e che intende promuovere tecnologie innovative per la conservazione programmata dei beni culturali.


«Il progetto prevedeva anzitutto lo studio dei problemi emersi negli ultimi anni sugli intonaci – spiega la presidente Hoffer – E’ stato condotto preliminarmente un lavoro di diagnostica a cura del CNR e del Politecnico, dipartimento ABC. I risultati sono stati resi pubblici nel corso di un convegno che si è tenuto nel novembre 2013».


«Il bando aveva come esito principale il manuale della manutenzione programmata che resterà per il futuro -spiega Giuseppina Suardi, la restauratrice che ha presentato il progetto di restauto attualmente in corso il valore aggiunto consiste infatti nel lasciare un documento in cui sono presenti la storia di tutti i restauri e il censimento di ogni parte architettonica».

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