Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Calolziocorte / Via Lavello

La testimonianza di Martina, aggredita mentre stava correndo: «All'inizio tanto spavento, ora provo rabbia»

Radaelli racconta il grave episodio di 24 ore fa a Calolzio: «Quell'uomo mi ha tagliato la strada al ponte del Lavello spruzzandomi dello spray urticante al volto. Ho un occhio che mi brucia ancora, ma per fortuna sto bene»

«Tornerò a correre, su questo non c'è dubbio. Magari mi porterò anch'io uno spray al peperoncino per difendermi. Ieri ho avuto paura, oggi prevale invece un sentimento di rabbia. Per fortuna sto meglio, ringrazio i Volontari e i carabinieri che mi hanno soccorsa». 

Inizia così la testimonianza di Martina Radaelli, 32 anni, protagonista suo malgrado del brutto episodio di cronaca avvenuto venerdì 22 gennaio sul Lungoadda di Calolziocorte quando un uomo l'ha aggredita con uno spray al peperoncino mentre stava correndo, per rubarle il cellulare. I fatti sono avvenuti intorno a mezzogiorno in una zona simbolo per i runner del territorio, il ponte in legno che collega il Lavello con Olginate creando un anello ciclopedonale intorno al fiume. A raccontarci quanto accaduto è la stessa Martina, meno spaventata e più serena rispetto a 24 ore fa, ma con un occhio ancora un po' gonfio e irritato a seguito dello spray urticante che l'ha raggiunta al viso.

Aggredita mentre corre sul Lungoadda: «Mi ha spruzzato dello spray urticante in faccia»

«Stavo correndo lungo la discesa del ponte, sponda calolziese, quando un uomo mi ha tagliato la strada scendendo dalla scalinata per venirmi incontro - racconta la runner - Stavo ascoltando la musica con gli auricolari e in un primo momento non avevo capito cosa volesse. Sbraitava in modo sconclusionato. Poi ha iniziato a urlarmi di dargli il cellulare, e quando mi ha raggiunta "chiudendomi" verso la staccionata mi ha spruzzato due volte quello spray urticante in faccia. Ho temuto volesse farmi del male, pensavo stesse tentando ai anestetizzarmi, il bruciore ha iniziato ad avvolgermi l'occhio e il viso, ho anche respirato quella sostanza che mi ha provocato bruciore fino in gola».

A quel punto, comprensibilmente spaventata, Martina ha iniziato a sua volta a urlare sperando che potesse intervenire qualcuno ad aiutarla, ma in quel momento non c'era nessun'altro lungo la pista ciclopedonale. «Dopo l'aggressore mi ha anche spinta. Stavo per accasciarmi a terra, mi sono sentita quasi perdere i sensi, ma per fortuna sono riuscita a ripartire e a correre verso il santuario del Lavello chiamando il 112 con il cellulare che sono riuscita a tenere con me».

«Mi ha urlato di dargli il cellulare. Poi il bruciore al volto e la spinta a terra. Tra tosse, spavento e malessere»

Oltre al bruciore al viso, la 32enne residente a Calolzio ha iniziato anche ad avvertire tosse e malessere. «Prontamente sono venuti ad aiutarmi sia i Volontari del Soccorso sia i Carabinieri che voglio pubblicamente ringraziare di cuore. Dopo le prime cure sono stata trasportata in ambulanza all'ospedale di Lecco dove mi hanno dimesso poco più tardi con una prognosi di tre giorni per l'irritazione al volto e in particolare a un occhio. Oggi sto bene. In quel momento ho avuto paura, adesso prevale invece un sentimento di rabbia per l'accaduto. Tornerò comunque a correre, anche al Lavello. Ho deciso di parlare pubblicamente di questa aggressione per dire a tutti, in particolare alle ragazze, di prestare la massima attenzione».

Dopo le prime ricostruzioni di ieri, questa mattina Martina si è recata alla caserma dei carabinieri di Calolzio per sporgere formale denuncia e fornire ulteriori elementi ai militari guidati dal maresciallo Fabio Marra, impegnati ora a cercare di rintracciare l'aggressore. «Io abito a Calolzio e vado spesso a correre sul Lungoadda, ma non avevo mai notato quell'uomo prima - conclude Martina - La speranza è che possa essere presto presto rintracciato per la sicurezza e la tranquillità di tutti»

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