«Quattro volte i decessi del 2019 a marzo, il 30% dei meratesi è contagiato»

I consiglieri comunali del gruppo di minoranza "Cambia Merate" analizzano i dati di quest'anno con quelli passati e chiedono al sindaco mascherine per i cittadini e test sierologici per i sanitari

Uno scorcio di Merate

Mascherine per i cittadini e test sierologici per i sanitari. A richiederli sono i consiglieri comunali del gruppo "Cambia Merate", che partendo dall'assunto ormai riconosciuto anche dall'Iss, ovvero soltanto una parte minoritaria dei reali contagiati accede al tampone che ne certifica l'infezione da Covid-19, hanno messo a confronto le morti nel comune di Merate verificatesi a marzo 2019 e marzo 2020.

«A Merate, come altrove, non si conoscono i numeri reali né dei contagiati né di coloro che sono morti per Covid-19 - si legge in una nota ufficiale del gruppo consigliare - si conosce solo il numero ufficiale dei morti attribuiti a Covid-19, al 15 aprile erano 14, mentre le persone positive nella stessa data erano 88. Tuttavia conosciamo con certezza i dati consolidati dei morti del mese di marzo 2020 e degli anni precedenti, in particolare il 2018 e il 2019. Stiamo parlando di decessi dei soli residenti meratesi (avvenuti a Merate o altrove), escludendo quindi quelli di altri comuni morti all’ospedale Mandic o nelle RSA di Merate. E da questi dati omogenei muove la nostra riflessione. I residenti a Merate morti nel marzo 2018 furono 13, nel marzo 2019 erano 12. I deceduti nel marzo di quest’anno, invece, 53. Ovvero quattro volte quelli degli scorsi anni. Ci attendavamo per marzo 12 morti, perché questo dicono le statistiche demografiche che sono costanti; è di tutta evidenza l'immane scostamento di 40 deceduti in aumento».

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Gli epidemiologi affermano che nel 2020 i fattori di rischio, visto il numero basso di vittime da incidenti e l'inverno mite, sono riconducibili in gran parte al Sars-Cov-2. «Considerato che il tasso di letalità è dell’1% (dato confermato dai cluster), se tutti i meratesi fossero stati contagiati si sarebbero verificati 149 decessi (l'1% dei 14.891 residenti iscritti all'ultimo censimento) oltre a quelli che ci sarebbero stati in condizioni "normali" (12,5). In realtà una semplice proporzione ci segnala che, alla luce dei 40 morti in più attribuibili alle conseguenze del virus, i meratesi contagiati da Covid-19 possono ragionevolmente ammontare ad oltre il 27% a marzo. Negli scorsi mesi di gennaio e febbraio i numeri non si sono discostati da quelli degli anni precedenti, ma sarà necessario ripetere questa analisi (che inevitabilmente porta con sé grandi lacune) una volta che i dati di aprile saranno consolidati, per comprendere la reale portata del contagio a Merate. Tutte queste persone - proseguono i consigliere di "Cambia Merate " - sono morte in gran parte fuori dagli ospedali, in case di riposo o a casa, senza che sia stata verificata l'infezione da Sars-Cov-2. Solo guardano ai dati d’anagrafe e alla storicità delle morti, sarà possibile comprendere la portata del fenomeno, prima che ce lo confermino le analisi sierologiche sulla popolazione».

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Alla luce di questi dati e di queste proiezioni, Cambia Merate chiede al sindaco Massimo Panzeri di incrementare la diffusione di mascherine e altri dispositivi di protezione da consegnare alla popolazione. «Le 12 mila mascherine distribuite in queste settimane dall'Amministrazione comunale, non sono una risposta sufficiente, soprattutto in vista della cosiddetta "Fase 2". intendiamo sollecitare il Sindaco di Merate affinché intervenga presso l'Azienza territoriale della salute Brianza al fine di ottenere, oltre che per i soggetti in quarantena, per i tutti i nostri operatori dell'ospedale Mandic e delle Ra immediati test sierologici, così da garantire una maggiore sicurezza e scongiurare il rischio di pericolose  recrudescenze. Con la successiva estensione a tutti coloro ai quali si applicano e via via si applicheranno minori restrizioni alla libertà di circolazione, come i lavoratori essenziali».

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