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I bambini cantano. «Così abbiamo sconfitto il bullismo sullo scuolabus di Ballabio»

L'originale metodo delle due educatrici inserite a bordo dall'Amministrazione comunale sta dando i suoi frutti. Il sindaco: «In poco tempo dalle parolacce ai ritornelli»

Il canto come efficace rimedio contro il bullismo. Sembra una favola, invece è realtà. È quanto accaduto a Ballabio, dove la vicenda dello scuolabus - sul quale erano stati segnalati episodi sgradevoli da parte di alcuni piccoli studenti ai danni di altri - si è risolta in maniera inaspettata quanto gradita.

Bambini insultati, maltrattati, impauriti, oggetto della maleducazione di alcuni coetanei durante il tragitto da casa a scuola: questo quanto era stato denunciato dai genitori al sindaco Alessandra Consonni e all'assessore all'Istruzione, Sara Gattinoni. L'Amministrazione comunale era intervenuta minacciando espulsioni dal servizio, ma non era servito.

Scartata l'ipotesi vigilante

«A questo punto - spiega Gattinoni - abbiamo preso la decisione che si è rivelata risolutiva. D'intesa col sindaco è stata scartata l'ipotesi del vigilante da collocare a bordo del veicolo, perchè limitarci a reprimere comportamenti asociali sullo scuolabus significava semplicemente trasferirli ad altro luogo. Abbiamo, dunque, deciso di trasformare il tragitto casa-scuola in un momento formativo, rivolgendoci a due educatrici specializzate, in alternanza, che operano a stretto contatto con le maestre».

Nessun codice disciplinare, nessuna imposizione forzata. La soluzione presa è all'insegna del noto proverbio "canta che ti passa", e funziona.

L'assessore: «Cambiamento radicale»

«Il risultato - conclude l'assessore - è estremamente positivo, con un cambiamento radicale della situazione: dall'avvio di questa soluzione non si sono più registrati episodi spiacevoli, anche l'atmosfera all'interno del veicolo è irriconoscibile, visto che dalle parolacce si è passati al canto, evidentemente anch'esso ottimo strumento formativo capace di generare coesione e trasmettere serenità».

Sulla stessa lunghezza d'onda, anzi sulla stessa melodia, anche l'intervento del sindaco Consonni: «Adesso - rileva il primo cittadino - da qualche boccuccia che proferiva parolacce escono solo gradevoli ritornelli».

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