Cantone, il convegno anticorruzione e la credibilità del sindaco di Lecco

Il comunicato stampa di Qui Lecco Libera

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Gentile direttore,

abbiamo letto con un certo sconforto che tra gli interventi previsti al convegno "Cultura della legalità e buona amministrazione" - che il 5 luglio vedrà la partecipazione del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone - vi sarà anche quello del sindaco di Lecco, Virginio Brivio.

Ci chiediamo con quale credibilità e autorevolezza il sindaco possa parlare di "anticorpi" quando lo stesso Tribunale di Lecco, non la Procura o Qui Lecco Libera, ha riconosciuto nella sentenza di primo grado dell'inchiesta "Metastasi" che proprio Brivio, nel corso dell'affare del Lido di Parè dell'estate 2011, era stato messo al corrente dall'allora collega di Valmadrera, Marco Rusconi, della commissione di un "qualcosa di illecito" (in quel caso, turbativa d'asta) da parte di quest'ultimo. Brivio, cui la Procura di Milano contesta anche una presunta falsa testimonianza, non solo non fece nulla per far emergere quella "confessione" (così scrivono i magistrati lecchesi), ma si adoperò per "mitigarne" o "mediarne" i potenziali riflessi.

E, sempre a proposito del "ruolo degli enti locali", vorremmo segnalare al presidente Cantone che proprio l'amministrazione Brivio, lo scorso anno, si è distinta per il reintegro nella macchina amministrativa di un funzionario imputato per concussione trincerandosi - come fece l'assessore ai Lavori pubblici Corrado Valsecchi dopo una nostra interpellanza - dietro alla "grave carenza di organici del Comune". Avrebbero potuto sospenderlo, come il Codice disciplinare prevede.

Qualcuno lo dica al presidente Cantone.

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