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Igor Infante, Comandante del Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecco

Igor Infante, Comandante del Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecco

Carabinieri, si chiude l'anno. Infante: «Lavorare ancora su prevenzione e percezione del rischio»

Il Comandante Provinciale dei carabinieri analizza il momento: «La richiesta di sicurezza aumenta, ma i reati sono in calo endemico»

L’Arma dei Carabinieri nella Provincia di Lecco, rappresenta, ad eccezione della città capoluogo, rappresenta l’unico presidio di Polizia con le sue 15 Stazioni territoriali, 4 forestali, 2 Comandi di Compagnia, un Comando Gruppo Forestale, il Nucleo Cinofili di Casatenovo e una Motovedetta classe 200. Nel corso del 2019 ha fatto registrare bilancio molto positivo: «I reati sono ancora endemicamente in calo - ha spiegato il Comandante Igor Infante, al lavoro da settembre -, qualcosa di buono è stata fatto a livello preventivo da parte dell’Arma. Siamo la Forza più presente sul territorio, perseguiamo l’87% dei reati che vengono commessi sul territorio provinciale».

In particolare l’Arma ha perseguito oltre l’87% dei reati verificatisi in tutta la provincia (capoluogo incluso), ove si è registrato un ulteriore calo significativo dei crimini predatori rispetto all’anno passato, allorquando si era registrato già un forte calo dei reati denunciati, rispetto al 2018, quali: furti (-10,45%), rapine (-47.83%), estorsioni (-37.78%), le truffe in danno di anziani (-3,33%).

«Reati in diminuzione, ma non c'è percezione di questo»

«Non dobbiamo cullarci su quanto abbiamo fatto, paradossalmente i reati sono in diminuzione, ma la richiesta di sicurezza è in costante aumento. Dobbiamo cogliere quegli elementi che vanno a incidere sulla percezione della sicurezza. L’obiettivo è quello di evitare che ci siano zone franche come quelle rappresentate dalle aree boschive dove avviene lo spaccio al minuto delle sostanze stupefacenti. Moltissimo, in tal senso, è stato fatto in questi ultimi mesi. Il nostro obiettivo, anche per il 2020, sarà quello di fare in modo che i reati diminuiscano in senso generale, ma anche che si abbia reale percezione di quelli che sono gli interventi eseguiti, perchè il cittadino è scosso da fatti di cronaca violenta che avvengono su scala nazionale o dall’arrivo dei richiedenti asilo. E’ facile che questo accada, poiché la nostra popolazione è sempre più anziana e tendenzialmente più insicura», ha analizzato Infante.

Non solo l’attività preventiva impostata dall’Arma in provincia ha portato ad una oggettiva diminuzione dei reati, ha funzionato anche l’attività repressiva, che ha fatto registrare 175 persone tratte in arresto e 1.780 deferimenti in stato di libertà. Per incrementare la prossimità dell’Arma al cittadino sono stati anche istituiti, in via sperimentali, presso i comuni della Provincia, “Punti di ascolto”, ove i militari delle Stazioni incontrano in alcuni giorni della settimana la popolazione per fornire informazioni utili e ricevere segnalazioni di qualsiasi tipo, per i successivi approfondimenti. Per quanto riguarda il numero di militari presenti in provincia, questo è «in graduale ripianamento dopo il blocco del turnover», soprattutto al Nord Italia: 4 sono i nuovi carabinieri al lavoro a Merate, 3 quelli che hanno preso servizio a Lecco.

Sul ritorno della 'ndrangheta, con le varie interdittive emesse di recente, Infantino spiega: «Se c’è, è latente. Bisogna contenerlo e mantenerlo perimetrale quanto più possibile».

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