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Giordano Tasca con i suoi colleghi coreani a Seul

Giordano Tasca con i suoi colleghi coreani a Seul

La cardiochirurgia del Manzoni arriva fino in Corea

Lo specialista Giordano Tasca è appena rientrato da una tre giorni in cui ha presentato una protesi biologica di nuova generazione già utilizzata a Lecco

Giordano Tasca, cardiochirurgo del Manzoni, è recentemente rientrato in Italia dopo un’importante tre giorni in Corea, nel corso della quale ha incontrato numerosi specialisti di cardiochirurgia provenienti dai più importanti centri universitari del paese asiatico.

Tasca è stato appositamente invitato dai colleghi coreani per illustrare le caratteristiche tecniche e chirurgiche di una protesi biologica di nuova generazione, già utilizzata dai cardiochirurghi di Lecco. I medici coreani, che solo recentemente hanno avuto il via libera all’utilizzo di questo speciale dispositivo , volevano saperne di più, soprattutto per quanto riguarda la modalità di impianto.

Spiega lo specialista del Manzoni: «Ho presentato loro i risultati clinici e sperimentali da noi condotti in proposito. Di più: favorevolmente colpiti degli obiettivi da noi raggiunti, ci hanno sollecitato ad una collaborazione. Considerato che gli standard della cardiochirurgia in Corea sono molto alti non è stato e non sarà difficile interagire con loro».

Il cardiochirurgo di via dell’Eremo è stato invitato anche perché è il primo autore di una serie di articoli scientifici in materia, pubblicati in riviste di ambito medico tra le più autorevoli al mondo in campo cardiologico e cardiochirurgico. La nuova protesi è impiantata dai cardiochirurghi di Lecco dal 2011: quasi duecento gli esemplari utilizzati sino ad ora.

«Abbiamo potuto verificare nel corso della nostra esperienza, poi ripresa dalla letteratura scientifica internazionale, la qualità della prestazione fluidodinamica della protesi rispetto ai dispositivi analoghi, ma della generazione precedente» racconta Tasca. I risultati ottenuti hanno confermato l’eccellenza di questo apparecchio «che presenta il vantaggio di essere impiantato con una tecnica di sutura semplice e rapida. Fino a pochi anni fa – aggiunge lo specialista del Manzoni - era necessaria una metodica molto più complessa».

Amando Gamba, direttore della Cardiochirurgia lecchese, esprime soddisfazione da parte di tutta la sua struttura che vede ulteriormente riconosciuta dalla comunità scientifica la tecnica sviluppata in ospedale.

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