Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

"Liberté, Egalité, Fraternité oggi": Lecco ricorda la strage di Charlie Hebdo

Partecipato e sentito l'incontro pubblico di ieri in sala Ticozzi

Partecipato e sentito l'incontro pubblico svoltosi ieri pomeriggio, sabato 7 febbraio in sala Ticozzi a Lecco,per mantenere accesi i riflettori sulla strage terroristica alla redazione del settimanale parigino Charlie Hebdo avvenuta il mese scorso. È stata la giornalista e scrittrice Anna Pozzi a condurre la serata, inaugurata dal saluto del presidente della Provincia di Lecco, Flavio Polano e dalle parole di Francesca Negrini del comitato "Vive le français", che ha collaborato alla realizzazione dell’incontro promosso da Comune di Lecco e Provincia.

“I fatti di Parigi ci hanno scosso, non solo perché avvenuti in Francia, ma anche perché hanno toccato un nervo scoperto che riguarda l’Europa intera e i suoi modelli di integrazione” ha commentato il console generale di Francia a Milano, Olivier Brochet. A prendere la parola è stata poi anche Bernadette Sauvaget,  giornalista francese di Libération, che, ripartendo dal motto repubblicano francese, ha voluto ricordare la più sentita delle accezioni che i francesi attribuiscono al sentimento di libertà: la libertà di espressione, spesso intesa in Francia come difesa della laicità, della libertà di credere oppure di non credere e di essere diversi.

Luigi Geninazzi ha invece preso le mosse dal massacro che ha devastato la redazione di Charlie Hebdo per spiegare come la definizione di 11 settembre d’Europa possa trovare giustificazione nel “salto di qualità” che la strage di Parigi rappresenta: non abbiamo più a che fare con un terrore cieco che colpisce la folla anonima, come era accaduto a Madrid nella primavera del 2004 e a Londra nel 2005, bensì con assassini ben addestrati, pronti ad atti di guerra contro degli obiettivi lucidamente identificati come nemici. Ha concluso poi con una riflessione sul concetto di laicità, ricordando i confini della libertà di opinione, espressione e satira, perché questa non diventi blasfemia.

La serata è stata poi arricchita dalle testimonianze di don Angelo Cupini, per la Casa sul pozzo, Giorgio Redaelli, per l’associazione Les Cultures, Bruno Corti, per la Casa Don Guanella e Samti Moez, per il centro culturale Assalam di Lecco, realtà locali che quotidianamente si confrontano con convivenza e integrazione e valorizzano le opportunità che solo le differenze sanno offrire.

Soddisfatto il sindaco di Lecco, Virginio Brivio, che ha ribadito come sia importante mantenere alta l’attenzione su quanto accaduto e interrogarsi sul perché di una violenza che nasce e cresce all’interno di una comunità.

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