Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Via Papa Giovanni XXIII

Investì e uccise Chiara in via Papa Giovanni: pena confermata per l'automobilista

La Corte d'Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado ai danni di Samuele Mellace

La scena del sinistro e, nell'angolo in alto a sinistra, Chiara Papini

È stata confermata la pena emessa in primo grado nei confronti di Samuele Mellace. Il giovane lecchese di 23 anni lo scorso 20 maggio investì mortalmente la 19enne Chiara Papini in via Papa Giovanni, nel pieno del rione di Castello Sopra Lecco: la Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a cinque anni e sei mesi inflitta dal Gup, che aveva escluso l’aggravante della guida in stato ebbrezza ma confermato quella della guida sotto l'effetto di stupefacenti.

Allora a Mellace, oggi seguito dal Sert e detenuto agli arresti domiciliari, erano state concesse anche le attenuanti generiche non prese invece in considerazione dal Pubblico ministero, che aveva invece chiesto la pena più dura di sette anni.

La tragedia

La sera del 20 maggio 2020 Chiara, trasportata in ambulanza presso l'ospedale "Manzoni" di Lecco, era stata poi trasferita all'Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese mediante l'elicottero fatto arrivare a Lecco da Brescia: qui, nonostante le cure del personale sanitario, spirò nella mattinata del 21 maggio. La giovane, studentessa e residente in via Palestro, si trovava in compagnia di alcuni amici e stava attraversando la strada in prossimità delle strisce pedonali disegnate all'altezza della rotonda che regola l'incrocio con corso Matteotti e via XI Febbraio; qui venne investita e, a causa del violento impatto, sbalzata di diversi metri in direzione nord. Il colpevole si è dato alla fuga senza prestare soccorso, mentre è stata avviata la macchina dei soccorsi tramite la chiamata al 112, Numero unico per le emergenze (Nue).

Sul posto si erano portati, via terra, i volontari della Croce Rossa di Valmadrera, unitamente a un'automedica inviata dal vicino ospedale "Manzoni" di via dell'Eremo. Parallelamente erano giunte in loco due Volanti, di cui una poi richiamata in centro città per una rissa, e altrettante pattuglie della polizia locale, che avevano raccolto le testimonianze oculari e si erano messe sulle tracce del fuggitivo, che era stato rintracciato nel rione di Bonacina poco dopo. Centinaia di persone si presentarono allo stadio "Rigamonti-Ceppi" per la cerimonia funebre, quando venne annunciato l'espianto e la donazione degli organi.

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