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La scena del sinistro e, nella foto, la giovane Chiara Papini

La scena del sinistro e, nella foto, la giovane Chiara Papini

Investì e uccise Chiara Papini in via Papa Giovanni: 5 anni e mezzo di carcere al giovane alla guida

Samuele Mellace, giovane residente in città, non potrà riavere la patente per i prossimi 21 anni

Cinque anni e sei mesi di carcere per Samuele Mellace, il giovane che lo scorso 20 maggio investì mortalmente la 19enne Chiara Papini. Nel corso del pomeriggio all'interno dei locali del Tribunale di Lecco è stata pronunciata la sentenza nei confronti del 22enne, come la ragazza residente in città. La richiesta dell'accusa era di sette anni. I capi d'imputazione nei confronti di Mellace sono quelli dell'omicidio stradale e dell'omissione di soccorso, mentre sono cadute le aggravanti della guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di stupefacenti; concesse le attenuanti generiche. Il giovane non potrà conseguire una nuova patente per i prossimi 21 anni.

La tragedia

Chiara, trasportata in ambulanza presso l'ospedale "Manzoni" di Lecco, era stata poi trasferita all'Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese mediante l'elicottero fatto arrivare a Lecco da Brescia: qui, nonostante le cure del personale sanitario, spirò nella mattinata del 21 maggio. La giovane, studentessa e residente in via Palestro, si trovava in compagnia di alcuni amici e stava attraversando la strada in prossimità delle strisce pedonali disegnate all'altezza della rotonda che regola l'incrocio con corso Matteotti e via XI Febbraio; qui venne investita e, a causa del violento impatto, sbalzata di diversi metri in direzione nord. Il colpevole si è dato alla fuga senza prestare soccorso, mentre è stata avviata la macchina dei soccorsi tramite la chiamata al 112, Numero unico per le emergenze (Nue).

Sul posto si erano portati, via terra, i volontari della Croce Rossa di Valmadrera, unitamente a un'automedica inviata dal vicino ospedale "Manzoni" di via dell'Eremo. Parallelamente erano giunte in loco due Volanti, di cui una poi richiamata in centro città per una rissa, e altrettante pattuglie della polizia locale, che avevano raccolto le testimonianze oculari e si erano messe sulle tracce del fuggitivo, che era stato rintracciato nel rione di Bonacina poco dopo. Centinaia di persone si presentarono allo stadio "Rigamonti-Ceppi" per la cerimonia funebre, quando venne annunciato l'espianto e la donazione degli organi.

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