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Canonica del Beato Serafino: al via i lavori di restauro

A tre anni dalla proclamazione del buon curato di Chiuso, don Serafino Morazzone, quale beato, il cardinale arcivescovo di Milano Angelo Scola inaugurerà il restauro della sua antica canonica destinanta a diventare museo.

L'amato parroco, non solo per gli abitanti del rione, era già chiamato dalla gente "Il beato Serafino" e lo è diventato ancora di più il 26 giugno del 2011 in quanto beatificato dall'ex Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi.

Il miracolo compiuto da don Morazzone riguarda un bambino appena nato, guarito in modo inatteso e sorprendente da una malformazione congenita. Il 21 aprile del 2006 era stato chiuso ufficialmente il processo sul miracolo e la relativa inchiesta era stata inviata a Roma insieme ad un fascicolo appositamente redatto per contenere le molte grazie e anche altri miracoli che don Serafino aveva compiuto.

Tra questi si racconta del cosiddetto «miracolo delle fragole». In una giornata limpida, ma fredda, di un nevoso mese di gennaio, don Serafino fece spuntare davanti alla chiesa di Chiuso un bel ciuffo di fragole, rosse e
mature, e le diede al sacrestano per la nipote gravemente malata e in punto di morte.

E invece, dopo che mangiò le fragole di don Serafino, guarì perfettamente. Un episodio che viene ricordato e tramandato dalle generazioni che si sono succedute nel corso di questi lunghi anni nel piccolo quartiere di Chiuso.

Nei lavori di restauro della  canonica, nei pressi della parrocchiale di Chiuso dove il Beato Serafino abitò sino alla morte avvenuta  nell'aprile del 1822, Alessandro Manzoni aveva scelto di ambientare la conversione dell'Innominato nell'incontro con il Cardinale Federigo. In quelle stanze per più di 40 anni, aveva trovato dimora don Morazzone, quel "curato" tanto amato dai suoi parrocchiani.

Il nuovo miracolo è nella sua canonica oggetto ora di una sua ristrutturazione grazie ai contributi finanziari erogati da parte della Fondazione Cariplo e dell'ex senatore Lorenzo Bodega (Legge Mancia: erogazione di finanziamenti pubblici a favore di interventi territoriali) di 150 mila euro ciascuno. Al di là dell'importante recupero architettonico, la canonica è un'opera di grande valore culturale e turistico.

"La canonica potrà diventare - sottolinea  Gianluigi Daccò fresco di nomina a presidente dell'Associazione Amici del Beato Serafino  - luogo di riferimento degli itinerari manzoniani e uno spazio simbolico anche per i fedeli che arrivano e arriveranno sulle orme di don Serafino.  Si tratta di uno spazio pubblico espositivo dei pochi cimeli rimasti del Beato Serafino, congiungendo quindi in unico percorso la Chiesa parrocchiale alla chiesetta di San Giovanni e, perché no, visto lo stretto legame di Chiuso e del suo curato con Manzoni e il suo romanzo, magari inserendo il tutto nel circuito dei Promessi Sposi lecchese e  il museo presente nella canonica nel circuito dei musei del territorio".

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