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Cronaca Abbadia Lariana

Cinghiali nei boschi sopra Abbadia: «Sono arrivati anche da noi»

Numerose segnalazioni di escursionisti, agricoltori e fungiatt. Il sindaco Azzoni: «È un problema che cercheremo di risolvere, ma nessun allarmismo»

«Sono arrivati». A confermarlo è il sindaco Roberto Azzoni, dopo le numerose segnalazioni ricevute anche dalla nostra redazione da parte di escursionisti e fungiatt che, durante i loro giri nei boschi tra Perla e Campelli, si sono più volte imbattuti in tracce evidenti del passaggio dei cinghiali o li hanno avvistati in lontananza. Non si hanno notizie, al momento, di incontri "ravvicinati". 

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La problematica della proliferazione dei cinghiali riguarda ormai gran parte del territorio lecchese: avvistamenti sono frequenti a Galbiate, Monte di Brianza, Valbrona, persino nel centro abitato di Merate. A settembre 2019 risultano abbattuti più di duecento esemplari, nel tentativo - coordinato da Regione Lombardia - di contenerne la crescita numerica.

«Eravamo un'isola fortunata - spiega Azzoni - Da un paio d'anni ne erano stati avvistati pochi esemplari ai Piani Resinelli. Ora si sono abbassati di quota, ai Campelli, ma domenica io stesso ho scorto loro tracce a Perla (poco sopra Abbadia, ndr). È sicuramente un problema: la Provincia sta adottando strategie di contenimento, anche se va detto che noi non abbiamo molte aziende agricole che possano subire danni economici. Faremo presente la situazione a chi di dovere, anche perché gli agricoltori possano fare domanda di risarcimento da eventuali danni».

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In tanti, in questi giorni, si sono detti spaventati dalla presenza di cinghiali e ora si avventurano per i boschi sopra Abbadia con una certa cautela. «Non c'è un allarme - prosegue il sindaco - Questi cinghiali sono frutto di incroci con maiali per motivi economici, così che le figliate siano più numerose. Proprio da questo nasce il problema della proliferazione. Non sono, però, animali particolarmente aggressivi, a meno che non si separi la madre dai cuccioli».

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