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La Regione Lombardia ha approvato una legge per

La Regione Lombardia ha approvato una legge per

Cinghiali: approvato il PDL per abbattimenti e per indennizzi a chi subisce danni

Mauro Piazza: “Una legge regionale chiara per risolvere un problema annoso”

E’ stata approvato oggi in Consiglio regionale il progetto di legge n. 315-318 relativo alla “Gestione faunistico-venatoria del cinghiale e recupero degli ungulati feriti”.

“Il PDL prevede l’introduzione di una disciplina specifica per la gestione del cinghiale e trova fondamento nella necessità di far fronte alle diverse problematiche causate dall’espansione numerica della specie, problema particolarmente sentito in Valvarrone e in altre località del Lecchese”, spiega il consigliere regionale Mauro Piazza.

Nel territorio lombardo si stima siano presenti non meno di seimila cinghiali in particolare concentrati nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio e Varese e più di 4 mila nella zona appenninica della provincia di Pavia. Dal 2004 al 2015 sono stati registrati oltre 6.500 eventi dannosi causati dai cinghiali alle produzioni agricole in Lombardia e a titolo di indennizzo sono stati erogati oltre 2,5 milioni di euro.

Ambiti e  comprensori avranno il compito di promuovere iniziative di prevenzione. Per il triennio 2017-2019 sono previsti 300.000 euro all’anno per i risarcimenti. Regione Lombardia, confrontandosi con Ispra, delibererà entro 180 giorni dall’entrata della legge la suddivisione del territorio agro-silvo-pastorale lombardo in aree idonee e in aree non idonee alla presenza del cinghiale e individuerà le “unità di gestione della specie” (porzioni di territorio in cui vengono definiti obiettivi e modalità di intervento sulla specie). La legge stabilisce che la “gestione del cinghiale” avviene “mediante prelievo venatorio e controllo nelle aree idonee e mediante controllo e prelievo venatorio di selezione nelle aree non idonee”, dove la presenza dovrebbe tendere allo zero. Sono state stabilite anche regole per il recupero degli animali feriti e delle carcasse. Si dà la possibilità di prevedere nelle aziende faunistiche venatorie e agrituristiche apposite recinzioni che ospitino cinghiali registrati con la finalità di allenare i cani da caccia. Il “prelievo venatorio” può essere effettuato solo con licenza di caccia e ogni cacciatore abilitato alla “selezione” potrà fruire di 15 giornate di caccia aggiuntive rispetto a quelle già previste dalla legge regionale. Sanzioni sono previste per chi immette o detiene illegalmente cinghiali, per chi li alleva in strutture autorizzate ma violando le disposizioni vigenti e infine per chi viene sorpreso ad abbattere cinghiali senza autorizzazione.

Prima della discussione generale era stata respinta una questione pregiudiziale proposta dalla consigliera Chiara Cremonesi (SeL), ritenendo il progetto di legge incostituzionale.

“Il PDL prevede anche l’incremento, fissandola al 30%, della quota di compartecipazione all’indennizzo dei danni e alle opere di prevenzione a carico dei Comitati di gestione degli ambiti territoriali (ATC) e dei Comprensori alpini di caccia (CAC) – prosegue Piazza – Il progetto di legge disciplina inoltre l’utilizzo e la valorizzazione della carne di cinghiale, promuovendo altresì attività di beneficenza alimentare mediante la destinazione di una quota dei capi di cinghiali abbattuti alle associazioni locali attive nel campo della solidarietà sociale”.

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