Colpito / Castello / Via Cristoforo Colombo

Il Circolo Arci Farfallino chiuso per mafia. Nel 1976 l'omicidio Castelnuovo

Lo storico locale del rione di Castello sopra Lecco è stato raggiunto dal provvedimento interdittivo della Prefettura di Lecco

Il Circolo Arci Farfallino di Lecco è stato chiuso per il rischio d'infiltrazioni mafiose. Lo storico locale del rione di Castello è stato raggiunto, alla fine di giugno, dall'interdittiva antimafia emessa dal prefetto Sergio Pomponio: “Il provvedimento - si legge in una nota della Prefettura - è stato assunto all’esito dell’istruttoria condotta dal Gruppo Interforze Antimafia della Prefettura che ha accertato non solo l’esistenza di cause ostative, ma anche un effettivo rischio di contaminazione mafiosa, attraverso la contiguità con elementi appartenenti a sodalizi criminali operanti sul territorio”.

Tra l'altro il locale di via Cristoforo Colombo ha un alto valore simbolico: la sera del 5 settembre 1976 si consumò l'omicidio a sangue freddo di Pierantonio Castelnuovo, fratello del celebre attore Nino, durante la Festa dell’Unità; l'operaio e militante del Pci, allora 42enne, venne picchiato a morte da un gruppo di sei giovani, rimproverati dallo stesso per il disturbo provocato ai presenti. La questione venne liquidata velocemente e ridotta a un alterco finito male dai giornali dell'epoca, ma le inchieste degli Anni Novanta legarono il fatto alle azioni del crescente clan dei Coco Trovato, indicando nel 19enne Angelo Musolino - imparentato con Franco Coco Trovato - colui che colpì mortalmente allo stomaco Castelnuovo. Un'azione dimostrativa raccontata anche all'interno del libro Metastasi e che ha reso Castelnuovo una vittima della mafia.

17 interdittive in 18 mesi

Grazie “alla capillare e sinergica azione istruttoria sviluppata dal Gruppo Interforze Antimafia, sono state adottate dal Prefetto di Lecco negli ultimi diciotto mesi complessivamente 17 interdittive antimafia nei confronti di operatori economici nei comuni di Calolziocorte, Galbiate, Introbio, La Valletta Brianza, Lecco, Lomagna, Mandello, Valmadrera e Verderio”.

“Proseguiremo su questa strada, affinando ulteriormente le tecniche di informazione e continuando a coltivare l’imprescindibile e continua  interlocuzione con tutti gli attori coinvolti, per rafforzare la capacità di contrasto delle infiltrazioni della criminalità, organizzata e non, nell’economia reale. In proposito, considerata l’importanza dei lavori finanziati dal PNRR e il valore economico dei singoli interventi, anche le Amministrazioni comunali sono chiamate a collaborare diligentemente nelle attività di prevenzione delle infiltrazioni criminali nel tessuto economico e di tutela della legalità in generale”, spiega il prefetto Sergio Pomponio.

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