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Ciresa: "Corriamo il rischio di una città con le serrande chiuse"

Così Peppino Ciresa Presidente di Confcommercio Lecco: "Il peso ed i costi della burocrazia rischiano di far chiudere molti negozi a Lecco.

Anche la laboriosa Lecco è stata colpita pesantemente dalla crisi economica, ma ad accentuarla vi sono anche i labirinti della burocrazia dentro i quali debbono districarsi i commercianti. Per cercare di capire quanto possano incidere sull'attività commerciale abbiamo sentito l'opinione di Peppino Ciresa, Presidente di Confcommercio Lecco.

A Lecco da parte di più commercianti si levano proteste contro l'eccessiva burocratizzazione della loro attività, cosa risponde Confcommercio? "Da più commercianti"Per quanto riguarda la posizione di Confcommercio è risaputa da tempo, continuiamo a ripeterla, ma pochi ci ascoltano. Speriamo che il nuovo Presidente del Consiglio ci aiuti ad uscire da questa situazione. Le società ed i commercianti vengono strangolati e se si riuscisse a semplificare una buona parte di questi balzelli e norme sarebbe già un grosso aiuto alle imprese".

Negli ultimi anni c'è stato aumento spropositato delle tasse locali applicate alle attività commerciali, è un trend sul quale non si può far nulla? "Questo è un altro dato molto importante. Un esempio potrebbe essere l'occupazione del suoli pubblici che è aumentato di molto. Insieme a questo però ve ne sono molti altri che contribuiscono a mandarti in negativo. Su questo il Comune potrebbe far di più per dare una mano ai negozi della propria città altrimenti corriamo il rischio di vedere aumentare il numero di negozi chiusi. Non penso che per l'amministrazione comunale sia una bella immagine presentare una città con una serie di negozi con le serrande abbassate".

Lecco e la sua nuova vocazione al turistica, quanto ci crede Confcommercio? "Ci vorrà del tempo per riconvertire Lecco verso il turismo. Noi ci stiamo lavorando anche se riscontriamo molti ostacoli perchè c'è gente che ci crede poco. Penso che si possa far di più con poco, basti pensare a degli approdi presenti su tutto il lago ed a Lecco non ci sono. Oppure la piattaforma mobile presente nel golfo di Lecco che è lì inutilizzata da tempo, oppure c'è qualche barca che osa attraccare, ma poi le persone sono costrette a delle vere e proprie avventure per arrivare a terra, come lo scavalcare il cancello. Penso che non ci voglia più di tanto per renderla maggiormente fruibile. Ci si difende con la scusa che potrebbe essere pericolosa, ma da altre parti non è così".

La Como turistica è un punto di arrivo irraggiungibile per Lecco, vista la sua vocazione prevalentemente manifatturiera? "Mi auguro che prima o poi si possa raggiungere quei livelli. Ad esempio quando è stata restaurata la statua di San Nicolò è stato un primo passo verso questo obiettivo, l'altro passo sarà la sistemazione delle fontane e chissà poi magari in un futuro non molto lontano anche gli ormeggi".

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