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I locali comunali di Piazza Don Luigi Alippi

I locali comunali di Piazza Don Luigi Alippi

Il Comune di Abbadia ospiterà temporaneamente quattro donne rifugiate

L'ospitalità avverrà nei locali comunali di Piazza Don Luigi Alippi. Il sindaco: «Al momento non possono essere utilizzati dai cittadini residenti». Ecco perché

Abbadia ospiterà temporaneamente quattro donne che hanno ottenuto il diritto di asilo, e lo farà negli alloggi comunali sfitti di Piazza Don Luigi Alippi. La notizia ha suscitato qualche malumore in paese, in quanto finora questi appartamenti erano sempre stati utilizzati in favore di residenti anziani o con problematiche.

Il sindaco Cristina Bartesaghi spiega, rispondendo ad alcuni cittadini abbadiensi che hanno fatto richiesta degli alloggi comunali liberatisi (due locali più servizi), che «in questo momento l’Amministrazione Comunale è impossibilitata a emettere bandi di assegnazione poiché Regione Lombardia ha approvato una nuova Legge e un Regolamento con alcune importanti novità che ci riguardano».

La nuova legge regionale

Gli alloggi, infatti, non verranno più assegnati dai singoli Comuni, ma questi dovranno individuare un ente capofila (un Comune) che predisporrà il piano e promulgherà il bando a livello d'ambito (nel caso, l'ambito di Bellano).

«Questo futuro bando di assegnazione riguarderà l’intero ambito (lago e Valsassina) - spiega Bartesaghi - Pertanto potranno partecipare i cittadini residenti in questi Comuni che, ottenendo un punteggio maggiore, potranno avere l'assegnazione di un nostro alloggio».

Nell'attesa, il Comune di Abbadia ha deciso di accogliere la richiesta della Comunità montana che gestisce l'accoglienza dei rifugiati, e in via temporanea ospitare quattro donne che hanno ottenuto il riconoscimento del diritto d'asilo.

«Queste donne, in attesa di entrare nel sistema "Sprar", non possono più rimanere nelle strutture gestite dalle cooperative. «La nostra Amministrazione - chiosa il sindaco - si impegna nell'accoglienza gratuita (senza corresponsione di canone), mentre al sistema dell'accoglienza a livello provinciale verrà chiesto di contribuire al pagamento delle utenze e al vitto. Nei prossimi giorni si avrà modo comunque di coinvolgere anche le associazioni del territorio per una collaborazione tutta da progettare! Ci è sembrato doveroso compiere questo passo, al fine di dare il nostro contributo, affinché si lavori tutti insieme per un'accoglienza diffusa, anche in solidarietà con i Comuni del nostro territorio che già da tempo ospitano richiedenti asilo».

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