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Confcommercio chiede anche l'armonizzazione dei regimi fiscali

Confcommercio chiede anche l'armonizzazione dei regimi fiscali

Confcommercio, nel Manifesto d'Europa le richieste delle imprese

Il presidente Ciresa:"Senza impresa non c'è Europa, senza sviluppo non c'è impresa"

Anche il presidente di Confcommercio Lecco, Peppino Ciresa, e il direttore Alberto Riva hanno preso parte martedì 13 maggio a Milano alla presentazione del “Manifesto per l’Europa” elaborato da Confcommercio Imprese per l’Italia. 

L’incontro è stato aperto dall’intervento di Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio e numero uno anche di Confcommercio Lombardia: “Questa è una occasione per il mondo delle imprese di incontrare la politica, ma anche una occasione per la politica di accostarsi al terziario di 4 regioni d'Italia. In Europa bisogna trattare la fine della stagione strangolante. Chi ci rappresenta porti questa voce: di solo rigore si muore”. 

Quindi hanno portato il loro contributo i presidenti delle Confederazioni regionali di Liguria (Vincenzo Bertino), Piemonte (Maria Luisa Coppa) e Valle d'Aosta (Pierantonio Genestrone). Sono inoltre intervenuti anche Alberto Marchiori, incaricato Confcommercio per le politiche europee e Mauro Parolini, assessore al commercio della Regione Lombardia. Sul palco si sono poi alternati numerosi candidati: Alessia Mosca (Pd), Lara Comi (Forza Italia), Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia), Marco Valli (Movimento 5 stelle), Gianluca Susta (Scelta europea con Verhofstadt), Giovanni Toti (Forza Italia), Oliviero Alotto (Verdi), Domenico Finiguerra (Tsipras l'altra Europa), Gabriele Albertini (Ncd), Mercedes Bresso (Pd), Stefano Maullu (Forza Italia), Giacinto Mariani (Lega Nord), Cristina Stancari (Ncd), Valerio Bettoni (Forza Italia). 

A chiudere i lavori è stato il vicepresidente di Confcommercio, Renato Borghi che ha ricordato: “In Europa è nata una certa idea di politica, di persona, di lavoro. Occorre recuperare la forza ideale degli inizi”.Il Manifesto per l’Europa di Confcommercio vuole contribuire alla definizione delle scelte che prenderà il prossimo Parlamento europeo. Il documento raccoglie le esigenze e le aspettative delle imprese del terziario italiano. 

Tra le principali richieste ci sono l'armonizzazione dei regimi fiscali, ammettendo azioni di riequilibrio, la facilitazione dell'accesso al credito e un intervento sul sistema bancario. Ma viene anche chiesto di modificare e agevolare l'impiego di fondi comunitari e di istituire il marchio d'origine dei prodotti. Poi è citato il sostegno all'innovazione del terziario, includendo le imprese nell'agenda digitale.

“Il documento di Confcommercio riassume quelle che sono le richieste del mondo produttivo e delle piccole imprese del commercio e del terziario - sottolinea il presidente Ciresa – Il Manifesto presenta proposte concrete per invertire la rotta, a partire da uno slogan molto efficace: senza impresa non c’è Europa, senza sviluppo non c’è impresa. 

L’azione del nuovo parlamento sarà decisiva per rilanciare lo sviluppo e per uscire dall’inverno del rigore e della austerità, per restituire fiducia alle imprese e alle famiglie. L’Italia può, anzi deve, fare la sua parte a partire dalla presidenza del semestre europeo”.

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