Grignetta: sabato 23 la posa del nuovo simbolo. Un coro unanime: "E' un segnale importantissimo"

Grande partecipazione alla restituzione di un simbolo di lecchesità e cristianità. Il Calumer: "Dico "no" alle bandiere tibetane, stiano al Bivacco Ferrario"

Sabato 23 la nuova croce della Grignetta verrà messa al posto che le compete, ovvero a 2177 metri sul livello del mare. Sarà il simbolo di lecchesità e cristianità che è stato al suo posto dal 1947, posato dagli Amici della Montagna di Milano, fino a ottobre 2017: nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 ignoti (e ignoranti) l'hanno divelta, lasciandola ai piedi del basamento che la reggeva. A metà giugno si sanerà la ferita apertasi mesi or sono, come da diretta volontà d'istituzioni, Vigili del Fuoco, CAI e Soccorso Alpino. All'inaugurazione prenderanno parte anche Coro Grigna, Alpini della Bonacina, LTM e non mancherà un momento dedicato a Giovanni Giarletta ed Ezio Artusi, deceduti tragicamente lo scorso inverno.

Sindaci e massimi rappresentanti dei soggetti indicati hanno preso parte alla conferenza stampa di presentazione della giornata, moderata dal consigliere comunale Gianluca "Cine" Corti. A prendere per primo la parola è stato Flavio Polano, presidente della Provincia di Lecco: “E', questa, un'iniziativa che plaudo con forza, poichè le croci sono la storia delle nostre montagne ed è fondamentale poter riposizionare quella della Grignetta. È la riprova di un territorio coeso, unito da lago e montagna.”

I pompieri hanno avuto e avranno un ruolo importante, come testimoniato dal comandante provinciale Roberto Toldo: “L'autorizzazione del reparto volo è stata richiesta e approvata, quindi non andrà certamente portata sulle spalle (pesa 100kg, ndr). Proviamo molto entusiasmo nel fare questa cosa, la vedo anche negli occhi dei sindaci". Alla giornata prenderà parte, salvo cambiamenti anche Simone Moro, celebre alpinista bergamasco che sulle nostre vette ha passato parecchio tempo.

Tra i soggetti interessati, come detto, c'è anche il CAI Lecco, rappresentato dal presidente Alberto Pirovano: “La croce in vetta alla Grignetta è un simbolo e toglierla da lì è stato un gesto vigliacco anche in senso laico. Lancio un allarme: l’inciviltà è arrivata anche in vetta alle nostre montagne e ciò significa che si è perso il significato dei simboli e di ciò che essi rappresentano per tante persone. Non mancheranno le polemiche, ovviamente, ma vanno giudicati i fatti e non le persone. Del resto, ero stato attaccato anche dopo il provvisorio riposizionamento di quella vecchia.”

Il Soccoso Alpino è stato rappresentato da Luca Vitali, responsabile di zona della XIX Delegazione Lariana: “La Grignetta è una montagna a cui siamo molto legati. Mettendoci a disposizione un elicottero i Vigili del Fuoco ci evitano una grossa fatica. Ci hanno teso una mano benaccetta, questa cosa ci unirà ancor di più. Non sarà facile gestire le persone che verranno in cim, vista la grande affluenza prevista”.

Addolorato, il "Calumer" Giuseppe Orlandi, presidente della sottosezione CAI di Ballabio, si è messo in prima fila per ridare alla Grignetta il suo simbolo, insieme al Bivacco Ferrario: “Sono stato avvisato della presenza di alcuni ragazzetti nel bivacco in vetta durante il venerdì sera e sono stato avvisato del ritrovamento il sabato mattina. Ho avuto il magone: quella croce l’ho vista per la prima volta a sei anni, quando sono salito in cima a piedi nudi. Ho subito pensato a come metterne una nuova, partendo dal disegno. Io e l'amico Sormani abbiamo costruito il nuovo manufatto, ormai è solo da installare. È una croce molto più robusta della precedente, dovrebbe essere molto più difficile toglierla dalla sua sede". Il "Calumer" non si risparmia una polemica di vecchia data: "Le preghiere tibetane sono un problema collocate sulla croce, che è un simbolo Cristiano  e non di altre religioni. Li non le voglio, si mettano al Bivacco, piuttosto". E rende merito alla famiglia Spreafico, che negli anni Settanta perse uno dei fratelli sulla Cresta Segantini e ha contribuito economicamente alla costruzione della nuova croce.

I tecnicismi sono affidati a Sebastiano Saggiante, coordinatore provinciale del Gruppo SAF (Speleo Alpino Fluviale) dei pompieri: “Utilizzeremo un elicottero bimotore classe A, che può fare trasporti fino a limiti di 500kg. La macchina sarà dedicata a questa operazione tutto il giorno e potrà rifornirsi presso una cisterna di carburante. L’operazione partirà alle 8 della mattina con i procedimenti propedeutici. La permanenza dell’elicottero in vettà sarà minima, servirà solo per scambiare le due croci, poi quella vecchia verrà conservata. Verso le ore 10 il nuovo manufatto sarà agganciato al "Bione" e trasportato in cima alla Grignetta”.

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Le istituzioni, dicevamo, si sono fatte parte in causa. Francesca Bonacina, vicesindaco di Lecco, affronta così l'argomento: “La croce è simbolo di una montagna molto importante. Il riposizionamenro permette di tramandare un patrimonio culturale. È un segnale importantissimo che stiamo dando a tutta la comunità”. Geograficamente, Riccardo Fasoli, sindaco di Mandello del Lario, è il "titolare" della Grignetta: “Abbiamo deciso ancora prima d’iniziare che la cosa andava fatta e ci siamo arrivati in tempi abbastanza rapidi”. Presente anche Alessandra Consonni, sindaco di Ballabio, che ha trasmesso un messaggio di tutta l'Amministrazione: “E' stato vilipeso un sentimento di pietas con un gesto vergognoso. Tutti gli uomini di buona volontà si sono prodigati per rasistuire alle nostre montagne la dignità calpestata e per questo vanno ringraziati”.

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