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L'entrata dell'Airoldi e Muzzi

L'entrata dell'Airoldi e Muzzi

Contratto di solidarietà per i dipendenti dell'Airoldi e Muzzi?

La crisi perseguita l'istituto ormai da tre anni e la direzione ha chiesto l'utilizzo degli ammortizzatori sociali per sostenere il bilancio e le relative difficolte economiche che lo affliggono

Martedì 8 i dipendenti dell'Airoldi e Muzzi di Germanedo sono chiamati a partecipare ad un referendum per dare il mandato alle Organizzazioni Sindacali di concordare e stilare con la Direzione un accordo che preveda il 10% in meno di orario lavorativo per tutti i dipendenti e tutte le figure professionali per 1 anno, a partire dal 1 settembre 2014. Il referendum tra i lavoratori si svolge dalle ore 12 alle 15 e dalle ore 21.30 fino alle 22.30.

Il Presidente dell'Istituto Airoldi e Muzzi, dott. Giuseppe Canali, insieme al Direttore generale e al Responsabile dell'Ufficio Risorse Umane, hanno formalmente chiesto alle Organizzazioni Sindacali e ai delegati RSU aziendali di fare un accordo per poter chiedere l'utilizzo degli ammortizzatori sociali a sostegno delle difficoltà economiche del bilancio, in crisi ormai da 3 anni.

"In particolare - si legge nel comunicato delle organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil - il bilancio dell'Istituto vede l'esposizione nel pagamento dei mutui con le banche per la costruzione del Medale e la ristrutturazione del Resegone per complessivi 17.000.000 milioni di euro, e la contemporanea difficoltà di copertura dei posti liberi e vacanti nella RSA per mancanza di domande di ricovero, circa 30 posti letto ogni anno restano vuoti, con un mancato introito di circa 60.000 euro. Ora, gli ammortizzatori sociali che si possono mettere in campo per la specificità dell'Istituto Airoldi e Muzzi, sono la cassa integrazione in deroga, finanziata dalla fiscalità generale per il tramite del governo e della Regione o i contratti di solidarietà “difensivi”  riconosciuti dal Ministero del Lavoro e finanziati dall'INPS.
La cassa integrazione in deroga - si legge sempre nel comunicato dei sindacati - che era la soluzione migliore, non può trovare applicazione in quanto il decreto di proroga, che doveva essere emanato entro il 30 giugno 2014, contiene delle limitazioni temporali solo fino al 31 agosto 2014, e prevede l'esclusione dei datori di lavoro privati (quindi studi professionali, ONLUS, società senza fini di lucro)". 

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