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Vigilanza attiva e arresti in flagranza, funziona il controllo del vicinato. La testimonianza

Cittadini contro la delinquenza: ora non solo possono vigilare e denunciare, ma anche arrestare se colgono in flagranza di reato il malvivente

Uno dei primati della provincia di Lecco è, purtroppo, il numero di furti in abitazione in proporzione al numero di abitanti. Furti e delinquenza in aumento hanno portato alcuni comuni lecchesi ad aderire al programma "controllo del vicinato": Il programma prevede l’auto-organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alla propria abitazione. Questa attività è segnalata tramite la collocazione di appositi cartelli. Il loro scopo è quello di segnalare a chiunque passi nell’area interessata al controllo che la sua presenza non passerà inosservata e che il vicinato è attento e consapevole di ciò che avviene all’interno della propria area.

Sette i comuni lecchesi nel Registro Nazionale dei Gruppi di Controllo del Vicinato: Casatenovo, Cernusco Lombardone, Garbagnate Monastero, Lomagna, Missaglia, Monticello Brianza, Osnago.

Con la nuova sentenza della Cassazione i cittadini hanno un supporto della legge. Fino a poco fa, anche se si era testimone di un furto con scippo, per esempio, e anche se qualcuno riusciva a raggiungere lo scippatore e togliergli il portafoglio o il telefonino appena rubato, si passava immediatamente della parte del torto perchè si tratteneva una persona senza essere un funzionario autorizzato a tal fine. Ora, secondo la legge, è legittimo (e il giudice deve convalidarlo) l’arresto fatto dai privati cittadini che inseguono l’autore del reato, del quale sono stati testimoni oculari. Gli inseguitori possono fermare il criminale fino all’arrivo dei carabinieri. 

L'esperienza

Su questa nuova sentenza e la esperienza del “Controllo del vicinato” abbiamo parlato con un cittadino che da anni fa parte del gruppo di vigilanza del suo comune di Albavilla, a due passi dal confine tra le Provincie di Lecco e Como. Alberto aveva sofferto quattro tentativi di furto nella sua abitazione famigliare, due dei quali si sono rivelati un vero incubo. Neanche l'installazione di un sistema di allarme aveva fermato i criminali, che lo avevano presso di mira. Puntualmente arrivavano i Carabinieri che seguivano i controlli e iniziavano le indagini. Quando non era più solo la sua villa, ma anche quelle del settore e le palazzine adiacenti l’obiettivo dei ladri; a quel punto il vicinato si è riunito per fare una richiesta al comune di più sicurezza, più pattuglie, più telecamere. Ma non solo: qualcuno ha anche suggerito aderire a l’Associazione Controllo del Vicinato (ACdV), costituita nel 2013.

«Cosi abbiamo iniziato, sono stati la disperazione e il bisogno di fare qualcosa per fermare i criminali che ci avevano presso di mira a muoverci», ci ha spiegato Alberto.

Rimpiazzare Polizia e Carabinieri?

«Non si tratta di fare giustizia per mano propria, sbaglia chi vuole paragonare i cittadini organizzati a gruppi fascisti o violenti. Non possiamo solo lamentarci e aspettare che le strade del nostro comune siano sempre vigilate da Polizia e Carabinieri. Tanti furti o lo spaccio nei parchi dove vano i più piccoli, oppure i pervertiti che si raggirano nei pressi delle scuole si possono evitare con la segnalazione dei vicini attenti e preoccupati non solo per il suo piccolo ma per tutta la comunità», prosegue Alberto.

Uno dei successi di questa iniziativa è che effettivamente i ladri e criminali hanno un chiaro invito a ricredersi e andarsene quando trovano strade e zone con il logo “zona controllo del vicinato” esposto. «Ci sentiamo una comunità capace di organizzarsi e vivere bene con gli altri - spiega ancora Alberto -. E’ anche uno esempio per i nostri figli, di solidarietà e impegno civico».

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