Coronavirus, il punto: Lecco vicina ai 300 contagiati, in Lombardia si testerà il farmaco antiartrite. Arriva Bertolaso

Nuovo e deciso aumento i casi positivi riscontrati in Lombardia, che hanno ampiamente superato quota 11.500 positivi

Guido Bertolaso in un'immagine del 29 gennaio 2010. ANSA/CLAUDIO ONORATI

Sono saliti a 291 i positivi al Covid-19 in provincia di Lecco. Lo si apprende dai dati diffusi dall'Ats della Brianza diffusi nel corso del pomeriggio: 11.685 sono i casi positivi in tutta la Lombardia, con 966 deceduti.

Il nostro territorio al momento non sembra essere (o non ancora) colpito come altre zone focolaio, vedi il Lodigiano, il Bresciano o la Bergamasca: 292 positivi, un ulteriore incremento ingente rispetto ai 243 di venerdì, un aumento deciso rispetto all'incremento che si era verificato tra lunedì e martedì. Non c'è una zona particolarmente più colpita nel Lecchese; considerando i comuni di residenza dei pazienti, i casi sono praticamente a macchia di leopardo.

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I casi per provincia dall'inizio del contagio

Bergamo

2.969

Brescia

2.111

Cremona

1.592

Milano

1.575

Lodi

1.282

Pavia

638

Ignota

371

Lecco

292

Mantova

263

Monza E Della Brianza

231

Varese

159

Como

156

Sondrio

46

BG   2.969/2.390/2.136/1.815/1.472/1.245/997/761/623/537 

BS   2.111/1.836/1.598/1.351/790/739/501/413/182/155

CO   156/128/98/77/46/40/27/23/11/11

CR   1.592/1.381/1.302/1.061/957/916/665/562/452/406

LECCO   292/243/199/113/89/66/53/35/11/8

LO   1.282/1.181/1.123/1.035/963/928/853/811/739/658

MB   231/152/130/85/65/64/59/61/20/19

MI   1.575/1.334/1.146/925/592/506/406/361 (di cui 534 a Milano città)

MN   263/208/169/137/119/102/56/46/32/26

PV   638/534/468/403/324/296/243/221/180/151

SO   46/24/23/13/7/7/6/6/4/4

VA   159/127/98/75/50/44/32/27/23/17

e 556 in corso di verifica.

  • I casi positivi sono 11.685 ieri 9.820, l'altro ieri 8.725, prima 7.280/5.791/5.469/4.189/3.420/2.612
  • I deceduti 966, ieri 890 e prima/744/617/468/333/267/154
  • in isolamento domiciliare 3.427/2.650/2.044/1.351/1.248/756/722
  • in terapia intensiva 732/650/605/560/466/440/399/359.
  • i ricoverati non in terapia intensiva sono 4.898/4.435/4.247/3.852/3319/2.802/2.217/1.661
  • i tamponi effettuati 37.138/32.700/29.534/25.629/21.479/20.135/18.534/15.778
  • i dimessi 1.660/1.198/1.085

Guido Bertolaso consulente di Fontana

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha chiesto al dottor Guido Bertolaso di affiancarlo come consulente personale per la realizzazione del progetto riguardante la costruzione di un ospedale dedicato ai pazienti Covid presso le strutture messe a disposizione della Fondazione Fiera di Milano al Portello. Fontana ha ringraziato Bertolaso per aver accettato l'incarico per i quale riceverà un compenso simbolico pari ad un euro.

«Stiamo facendo dei veri miracoli e aver recuperato ogni giorno posti di terapia intensiva ha davvero dell'incredibile», ha detto il presidente Fontana durante la conferenza per fare il punto sull'emergenza Coronavirus: «Voglio ringraziare ancora una volta - ha aggiunto - tutti coloro che nel mondo sanitario e nella nostra struttura dell'Unità di crisi stanno lavorando in maniera encomiabile. Non si lascia niente al caso, tutte le soluzioni vengono prese in considerazione e, se utili, attuate». Per quanto riguarda invece il nuovo 'ospedale' da realizzare a Fiera Milano City, il governatore Fontana ha precisato che non c'è in atto «nessuna polemica».

«In questo momento non siamo in possesso - ha aggiunto - degli strumenti che servono per rendere operativa questa sede. Noi, con la Fondazione Fiera, abbiamo garantito la struttura, ma nessuno è in grado di fornirci nè medici nè ventilatori. Nonostante ciò non abbiamo intenzione di abbandonare questa ipotesi. Abbiamo anche lanciato una call internazionale, contattato il Governo tedesco e non ci fermeremo qui».

In arrivo medici venezuelani «che non c'entrano con il regime»

L'assessore al Welfare, Giulio Gallera, ha quindi precisato che «oggi in Lombardia ci sono 1.100 letti in terapia intensiva, 898 dedicati ai pazienti Covid, 732 dei quali sono ora occupati da pazienti positivi e gli altri sono in attesa del risultato del tampone. Per ora abbiamo trattato 1.064 pazienti, ne abbiamo dimesso il 10% e 145 sono deceduti». «Continua la corsa contro il tempo - ha detto - stiamo continuando a svuotare gli ospedali con maggiore pressione, e già 91 pazienti sono stati spostati in altri presiidi. Poi 81 persone che stanno meglio sono state trasferite in Rsa. Non so in quale altro Stato europeo sarebbe stato possibile fare una cosa del genere». Gallera ha anche spiegato che sarà testato il farmaco antiartrite tocilizumab RoActemra: «Sta avendo buoni effetti anche sul collega Mattinzoli», ha detto l'assessore.

Un altro tema è quello del reclutamento del personale. «Sono arrivate 1.600 domande - ha precisato l'assessore - e ne abbiamo valutate 692, di cui 68 medici specialisti, 137 specializzandi, 74 medici laureati e 323 infermieri. E' apprezzabile che qualcuno colga questa opportunità, ma bisogna che poi sul campo ci vada davvero. Stiamo pensando di recuperare personale anche dall'estero, abbiamo per esempio già contatti la Cina, il Venezuela e Cuba. Ogni giorno è sempre più complicato, ma il sistema reagisce con tutte le capacità che ha: entro 5 giorni contiamo di aprire tra i 90 e i 130 posti in terapia intensiva. Il problema, però, resta sempre quello della disponibilità dei respiratori».

«I medici venezuelani che affiancheranno i nostri professionisti negli ospedali durante l'emergenza 'coronavirus' non sono legati all'attuale regime, con il quale non è in corso nessuna trattativa. Si tratta invece di operatori sanitari, esuli e autonomi, che fanno capo all'associazione 'Venezuela, la piccola Venezia Onlus' da tempo attiva nel nostro Paese, che per motivi burocratici in questo momento non possono esercitare la professione e che si mettono a disposizione del sistema lombardo per rafforzare gli organici delle nostre strutture», ha precisato Gallera a seguito delle dichiarazioni rese nel corso della conferenza stampa odierna.

Coronavirus: «21 milioni di mascherine acquistate, ma...»

Alla conferenza stampa con il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore al Welfare Giulio Gallera per fare il punto sulla situazione coronavirus sono intervenuti anche gli assessori regionali Davide Caparini (Bilancio, Finanza e Semplificazione) e Pietro Foroni (Territorio e Protezione civile). «Ad oggi abbiamo acquistato 21 milioni di mascherine chirurgiche, FF2p e FF3p - ha detto l'assessore Caparini - e, di queste, ne sono state consegnate 1 milione e 803 mila; una quota importante arriverà entro la fine del mese».

«L'obiettivo - ha proseguito - è quello di dotare tutti di mascherine professionali. Stiamo lavorando affinché farmacie e supermercati (le strutture aperte) possano averle. Siamo la capitale dell'aerospaziale, dell'automazione e del settore farmaceutico: saremo ben in grado di realizzare mascherine di qualità. Grazie al ministro Speranza è stata firmata una nuova circolare per produrre questi dispositivi anche in Italia con i requisiti necessari. Il Politecnico di Milano sta facendo un lavoro meraviglioso per certificare la qualità dei Dispositivi di Protezione Individuale da produrre in Italia».

L'assessore, sempre in tema di mascherine, ha voluto ringraziare i tanti che hanno donato ben 76.380 dispositivi. «Sono orgoglioso che sia partita una vera e propria gara di solidarietà internazionale - ha sottolineato Caparini - finalizzata a consegnarci dispositivi elettromedicali (certificati) immediatamente utilizzabili, per questo ringrazio i tantissimi che ci hanno fatto questi doni. Abbiamo contezza che - ha denunciato pubblicamente l'assessore - in considerazione della situazione di eccezionale criticità determinata dalla diffusione del coronavirus, che c'é chi sta cercando di approfittare di questa situazione e, in questo senso, sono tantissime le segnalazioni che riceviamo. A questi soggetti dico di smettere».

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Rispondendo ad una domanda sull'inadeguatezza delle mascherine ricevute dalla Protezione Civile nazionale l'assessore Caparini ha ribadito: «Lo abbiamo fatto presente a Roma, anche con un poco di irruenza. A noi quelle mascherine non servono». Anche sui dispositivi di protezione per chi continua a lavorare in azienda sono state numerose le domande di chiarimento pervenute via mail a Regione Lombardia: «Ieri il presidente del Consiglio Conte - ha detto l'assessore Pietro Foroni - ha annunciato che tutti i lavoratori saranno dotato di mascherine. Ad oggi però nessun dispositivo è arrivato. Lo dico perché siamo letteralmente presi d'assalto da richieste. Non appena arriveranno le distribuiremo immediatamente, ma, ribadisco, ad oggi non è arrivato nulla».

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