L'invito delle istituzioni alla popolazione: rispettare le direttive per contenere il contagio

Contingentato l'ingresso nei supermercati. Confcommercio chiarisce le disposizioni per gli operatori del settore. L'Ordine degli infermieri richiama a rispettare le norme: «Ci affidiamo al senso di responsabilità»

Uno degli ottimistici bigliettini affissi in città

Anche a Lecco ci si interroga sul decreto firmato nella notte dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che di fatto "chiude" la Lombardia nel tentativo di arginare il contagio da virus Covid-19. Da più parti giungono appelli al buon senso e al senso di responsabilità della cittadinanza, chiamata in primis a rispettare le regole impartite per la prevenzione sanitaria, oltre alle ultime disposizioni.

Gli ingressi nei supermercati, così come previsto dalle disposizioni governative, sono contingentati. In tanti, in queste ore, si stanno recando nei market nel tentativo di fare scorte, come accaduto due settimane fa. Si segnalano file di carrelli al di fuori delle strutture. Le istituzioni raccomandano prudenza e di non scadere nel panico, anche perché l'approvvigionamento non verrà certo interrotto. Occorre solo tanta pazienza e rispetto reciproco, come comunicato anche all'interno degli stessi supermercati. 

Il post del sindaco di Mandello

Le principali misure per il settore del Commercio

Cosa cambia, in concreto, per le attività commerciali? Lo ha spiegato in una nota Confcommercio Lecco, invitando tutti gli associati ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni, in vigore già dalla giornata odierna dell'8 marzo.

  • Sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo, a carico del gestore, di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza  interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione;
  • Sono consentite le attività commerciali diverse da quelle di cui al punto precedente a condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque  idonee a evitare assembramenti  di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle  caratteristiche  dei  locali  aperti  al  pubblico, e  tali  da  garantire  ai  frequentatori  la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori, con sanzione della sospensione  dell'attività  in caso di violazione. In presenza di condizioni  strutturali  o  organizzative che non consentano il rispetto  della  distanza  di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse;
  • Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati  esercizi deve comunque  predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione. In  presenza  di condizioni strutturali o organizzative  che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro le richiamate strutture dovranno essere chiuse. La chiusura NON è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore è chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione.

Fedeli (Opi): «Insieme ce la faremo»

Il Presidente dell'Ordine provinciale degli infermieri e Infermieri pediatrici, Fabio Fedeli, oggi rinnova l'invito alla popolazione a rispettare le misure di contenimento e rivolge un incoraggiamento a tutti i professionisti e gli operatori sanitari: «Insieme, tutti uniti, ce la faremo». Di seguito il testo della sua missiva.  

Stiamo affrontando una situazione fuori dall'ordinario e posso garantire che chi si occupa della salute, a tutti i livelli, ci sta mettendo un grande impegno. In questi giorni tutti noi abbiamo ricevuto delle regole da seguire da parte delle Istituzioni. È importante prendere la consapevolezza che queste sono l'unico modo che abbiamo per ridurre i contagi (e quantomeno dilazionarli nel tempo, in modo da ridurre l'iperafflusso alle strutture sanitarie). Oggi è fondamentale che tutti vi si attengano.  

Verrà il momento in cui tutto questo sarà passato. E sarà allora che potremo concederci e apprezzare maggiormente i "piccoli piaceri" della vita quotidiana: prendere qualche caffè in più al bar, un aperitivo e una cena con gli amici, qualche giorno di palestra per rimettersi in forma, una domenica di shopping compulsivo, un weekend in qualche nostra bella località sciistica o marittima, una serata a teatro o a ballare, un abbraccio a una persona incontrata dopo molto tempo. Lo faremo anche con un senso di solidarietà verso chi sta vivendo le ripercussioni economiche che questo virus ha avuto. Ma adesso la cosa più importante è importante tutelarci e tutelare il bene comune. Perché la situazione riguarda il bene di tutti. Non dobbiamo cadere nell'errore di "strumentalizzare" i dati che ci fornisce la statistica. I numeri ci dicono che ad essere colpiti più duramente sono anziani e polipatologici, ma non per questo chi è giovane e in buona salute deve essere noncurante delle indicazioni date. Non dimentichiamo che dietro i numeri statistici ci sono le persone: persone che potrebbero essere i nostri nonni, genitori e amici.

Dobbiamo avere un senso di grande responsabilità, anche per tutelare il nostro Sistema Sanitario. Dobbiamo avere un pensiero anche per chi si trova "in prima linea", come me e i miei colleghi, i tecnici, i medici e tutti gli operatori della sanità ad ogni livello di responsabilità. Quelli che oggi chiamiamo "eroi", ma che sono dei professionisti che purtroppo non hanno i superpoteri, che fanno grandi sforzi tutti i giorni e che hanno bisogno dell'aiuto di tutti. Perché attenersi alle regole è un contributo fondamentale. E allora quando tutto questo sarà passato, potremmo dirci tutti eroi, perché avremo contribuito davvero tutti in maniera attiva. Uniti, tutti insieme ce la faremo. E poi torneremo ad apprezzare le cose belle della vita, sopracitate. E non dimentichiamoci mai che fra le cose più importanti da difendere c'è il nostro servizio sanitario, con tutti i suoi attori.

La Comunità montana: «Nessun positivo»

Con riferimento alle notizie circolate sabato, la Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d'Esino e Riviera ha precisato che nessuno dei propri operatori è risultato positivo al Coronavirus.

Operatori sociali dei servizi erogati ai cittadini, qualora entrati in contatto con persone positive, seguiranno le indicazioni e i protocolli definiti dalle Autorità di Governo per la prevenzione della diffusione del virus. In circostanze come queste appare quanto mai importante - ricorda il Presidente Fabio Canepari - evitare di alimentare paure e insicurezze nella popolazione, diffondendo notizie non veritiere e allarmanti.

Il medico bellanese: «Sto bene ma in autoisolamento»

A Bellano, il dottor Angelo Semerano ha diffuso un video per rassicurare sulle sue condizioni di salute, dopo avere avuto un paziente positivo al Covid-19, responsabilizzando la popolazione. A Lecco i casi accertati, a sabato sera, sono 35. Uno degli ultimi casi si è verificato ad Airuno, come comunicato dal sindaco Alessandro Milani, mentre a Garlate il Comune ha informato che il proprio cittadino ricoverato sta bene e respira autonomamente. Ulteriore aggiornamento verrà fornito dalla Regione Lombardia nel tardo pomeriggio di oggi, domenica.

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