Lecchese positivo al Covid-19: è un dipendente della Snam di San Donato

L'uomo ha lavorato sino a venerdì negli uffici milanesi. Poi il test al Manzoni, positivo. Le sue condizioni sarebbero discrete. Snam adotta il regime di smart working per i colleghi

Primo caso di positività al Coronavirus per un lecchese. Si tratta di un dipendente della Snam di San Donato Milanese, sottoposto al test all'ospedale Manzoni di Lecco, dove si trova anche il 17enne di Chiavenna che nei giorni scorsi era stato trasferito dopo essere stato trovato positivo al Covid-19.

Ad annunciare la positività del lavoratore è la stessa azienda Snam, con un comunicato ufficiale apparso sul proprio sito internet, chiarendo che da subito sono state adottate le necessarie misure di sicurezza. 

Coronavirus, sei risultati negativi nel Lecchese. Si attendono altri risultati dai tamponi

«Un collega Snam della sede di San Donato Milanese ha riferito oggi pomeriggio alla società di essere risultato positivo al coronavirus / Covid-19 - si legge nella nota di Snam - Il collega, in ufficio fino allo scorso venerdì, ha accusato sintomi febbrili nel fine settimana ed è stato sottoposto a tampone all'ospedale di Lecco, dove risiede. È in discrete condizioni di salute e la società gli sta offrendo tutto il supporto necessario. Snam, come è noto, ha già adottato fin dallo scorso settimana tutte le misure precauzionali per garantire la salute e la sicurezza delle proprie persone, che per l'azienda è la priorità assoluta. Tutti i dipendenti delle regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto – con limitate eccezioni per garantire la normale operatività - sono in smart-working già da lunedì scorso e fino al prossimo 8 marzo. Snam ha avviato le azioni previste dai protocolli, offrendo la propria collaborazione alle autorità sanitarie e ponendo in essere le opportune misure di sanificazione e igienizzazione dei locali. Snam ha costituito fin dallo scorso venerdì un gruppo di lavoro dedicato, in costante contatto con la Protezione Civile e le autorità sanitarie».

I test eseguiti nel Lecchese

Nei giorni scorsi diverse persone, legate ai compagni del 17enne di Chiavenna frequentante l'Istituto Agrario di Codogno, sono state sottoposte al test, che sarebbe risultato poi negativo. Sono stati individuati i nominativi dei compagni di scuola, residenti nella provincia di Lecco, valutati a rischio espositivo a seguito di inchiesta a cura dei sanitari operanti nell'area di emergenza di Codogno.

Le vittime in Italia salgono a 11, 4 minori contagiati

Nel frattempo le vittime in Italia salgono a 11. Le ultime sono tre ultraottantenni. Lo ha detto il commissario Angelo Borrelli nel corso di una conferenza stampa. I tre deceduti sono un 84enne di Nembro, in provincia di Bergamo, un uomo di 91 anni di San Fiorano e una donna di 83 anni di Codogno, entrambi in provincia di Lodi.

Il conteggio aggiornato dei contagiati in Italia è salito a 322. In Lombardia sono 280, tra cui quattro minori (tre hanno 4, 10 e 15 anni) già dimessi, con 9 decessi. «Il numero è alto anche perché la nostra Regione ha deciso di iniziare un'attenta valutazione delle persone che hanno le condizioni per essere ritenute affette da questo virus a allora abbiamo fatto tanti tamponi e tanti esami - ha spiegato il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, riferendo in Consiglio regionale sulla diffusione del Coronavirus - Chiaro che facendo tanti esami abbiamo trovato tanti che erano stati colpiti da questa infezione». Nel frattempo, è stato rimandato il Salone del Mobile.

Gallera: «Ospedali pienamente operativi»

Rispondendo a chi gli chiedeva notizie circa l'ospedale di Codogno, l'assessore regionale Giulio Gallera ha risposto che «sono stati sottoposti "a tampone" tutti i medici del presidio, i medici di medicina generale e i pediatri della zona rossa». Gallera ha anche aggiunto che nessun reparto degli ospedali lombardi sta chiudendo e che quindi non c'è nessun tipo di interruzione dell'attività sanitaria. Inoltre, l'assessore ha annunciato che a breve potranno processare i tamponi anche il Policlinico di Milano, l'ospedale Niguarda, e quelli di Monza, Bergamo e Brescia. Gallera ha anche sottolineato l'importanza di non interrompere le donazioni volontarie di sangue, ancora piu' importanti in un momento come questo.

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Nel frattempo Regione Lombardia ha approvato una mozione in favore delle attività commerciali penalizzate dall'emergenza sanitaria.

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