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Coronavirus, il punto: diminuisce il rapporto tamponi/positivi, netto calo dei ricoveri

In Lombardia si confermano, per il quinto giorno di fila, in incoraggiante diminuzione gran parte degli indicatori più importanti legati alla pandemia. A Lecco 149 nuovi casi

Coronavirus: si confermano, per il quinto giorno di fila, in incoraggiante diminuzione gran parte degli indicatori più importanti legati alla pandemia in Lombardia. Oggi, mercoledì novembre, scendono i ricoveri (-246) e aumentano significativamente i guariti/dimessi (+15.749). Il numero dei tamponi effettuati è 42.063 e 5.173 sono i nuovi positivi (rapporto pari al 12,2%).

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In provincia di Lecco crescono i casi di positività al Covid-19, di 149 unità. Il totale dei casi nel Lecchese da inizio pandemia ha raggiunto quota 10.516.

dati covid 25 11 20

I dati di oggi, mercoledì 25 novembre, in Lombardia

  • i tamponi effettuati: 42.063, totale complessivo: 3.904.809
  • i nuovi casi positivi: 5.173 (di cui 487 'debolmente positivi' e 71 a seguito di test sierologico)
  • i guariti/dimessi totale complessivo: 227.924 (+15.749), di cui 6.452 dimessi e 221.472 guariti
  • in terapia intensiva: 942 (+10)
  • i ricoverati non in terapia intensiva: 8.114 (-246)
  • i decessi, totale complessivo: 21.005 (+155)

I nuovi casi per provincia

  • Milano: 2.261, di cui 517 a Milano città;
  • Bergamo: 153;
  • Brescia: 391;
  • Como: 376;
  • Cremona: 119;
  • Lecco: 149;
  • Lodi: 125;
  • Mantova: 139;
  • Monza e Brianza: 369;
  • Pavia: 307;
  • Sondrio: 177;
  • Varese: 463.

Gallera: «Nelle Rsa e nelle Rsd non entra nessun positivo»

Regole ferree e precise per la gestione degli isolamenti e delle quarantene, per l'utilizzo/interpretazione dei test antigenici rapidi e l'individuazione di setting appropriati in ordine alla severità clinica. Questi, in sintesi, i nuovi atti di indirizzo per la gestione dei pazienti positivi Covid-19 nella rete territoriale di Rsa e Rsd, approvati dalla Giunta regionale e illustrati in conferenza stampa dall'assessore al Welfare, Giulio Gallera.

Erano presenti anche: Marco Trivelli, direttore generale dell'assessorato al Welfare; Antonio Monteleone, presidente Agespi Lombardia; Luca Degani, presidente Uneba Lombardia e  Valeria Negrini, presidente Alleanza Cooperative Italiane Welfare Lombardia.

«Il Coronavirus - ha detto Gallera - si accanisce articolarmente nei confronti delle persone più fragili. Da mesi lavoriamo per mettere in campo una pluralità di azioni che cerchino di preservare il più possibile le Rsa e le Rsd così che luoghi possano operare in sicurezza nella grave difficoltà che stanno vivendo. Da mesi stiamo lavorando con confronti continui ed approfonditi».

Gallera, sintetizzando il provvedimento, ha spiegato che «il Sistema prevede l'ingresso nelle strutture degli ospiti cui sia accertata la negatività e l'immediato trasferimento di coloro che dovessero positivizzarsi durante la permanenza». L'aggressività di questo virus ha quindi spinto la Giunta lombarda ad attivare «1.500 posti letto sub acuti e a valorizzare un'offerta sanitaria strutturata per ricoverare sia chi usciva dagli ospedali che chi si positivizzava in queste strutture».

«Abbiamo previsto - ha sintetizzato Gallera - un percorso continuo con i gestori che ha portato a sostenere anche economicamente le grandi difficoltà che stanno attraversando garantendo loro lo stesso budget del 2019 anche nel 2020 oltre a risorse aggiuntive per alcuni servizi svolti. Prevediamo inoltre test a tappeto dentro le Rsa. Ogni 15 giorni sottoporremo a test ospiti e operatori con l'obiettivo di testare anche i parent».

Altro tema importante è quello relativo alla gestione dei numerosi pazienti asintomatici o paucisintomatici. «Nelle Rsa - ha chiarito Gallera - non rientra nessuno dei positivi che esce dall'ospedale. I pazienti positivi escono dalla Rsa e vanno in ospedale o nel setting più interessato. I contatti stretti possono rimanere all'interno solo delle strutture che possono mantenerli in sicurezza e possono garantire l'isolamento. Abbiamo ragionato - ha concluso - nel solco di ciò che prevedeva Istituto Superiore di Sanità su come trattare soggetti fragili positivi all'interno delle strutture».

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