Coronavirus, il punto: 114 casi nel Lecchese. Gallera: «I numeri cresceranno ancora»

Il totale da inizio pandemia nella nostra provincia sale così a quota 4.262 casi accertati. L'allarme dell'assessore regionale al Welfare

Dati ancora allarmanti, in linea con una curva epidemiologica che non richiede conoscenze sofisticate per essere interpretata: il contagio da virus Sars-Cov2, con i suoi nefasti effetti sul sistema sanitario (oltre che sull'economia), continua a galoppare con un ritmo simile a quello della scorsa primavera.

114 casi nel Lecchese

Oggi, lunedì 26 ottobre, a Lecco si registrano altri 114 tamponi positivi, un incremento più elevato rispetto a quello di ieri (96), ma sempre molto preoccupante, soprattutto considerando l'elevatissimo numero di posti occupati negli ospedali. Il totale da inizio pandemia nella nostra provincia sale così a quota 4.262 casi accertati.

I dati dei contagi di domenica 25 ottobre

Sempre stando ai dati diffusi come ogni giorno dalla Regione, oggi si sono superati i 21.000 tamponi effettuati in tutta la Lombardia, per una percentuale pari al 16,7%. In totale a livello regionale oggi sono purtroppo decedute altre 17 persone. Significativo l’incremento delle persone guarite e dimesse che, rispetto a ieri, sono 1.211 in più, ma purtroppo aumentano ancora i ricoverati (più 133, di cui altri 11 nelle treapie intensive). Di seguito riportiamo tutti i dati di lunedì 26.

Sono 3.570 i nuovi positivi con 21.324 tamponi effettuati, per una percentuale pari al 16,7%; I dati di domenica 25 ottobre

  • i tamponi effettuati: 21.324, totale complessivo: 2.737.039
  • i nuovi casi positivi: 3.570 (di cui 124 ‘debolmente positivi’ e 22 a seguito di test sierologico)
  • i guariti/dimessi totale complessivo: 90.356 (+1.211), di cui 2.930 dimessi e 87.426 guariti
  • in terapia intensiva: 242 (+11)
  • i ricoverati non in terapia intensiva: 2.459 (+133)
  • i decessi, totale complessivo: 17.252 (+17)

I nuovi casi per provincia

  • Milano: 2.023, di cui 960 a Milano città;
  • Bergamo: 113;
  • Brescia: 177;
  • Como: 141;
  • Cremona: 50;
  • Lecco: 114;
  • Lodi: 58;
  • Mantova: 22;
  • Monza e Brianza: 439;
  • Pavia: 109;
  • Sondrio: 35;
  • Varese: 105.

«I numeri cresceranno»

Obiettivo: abbassare la curva. Una curva che preoccupa sempre più, proprio come a marzo, tutta la giunta di regione Lombardia. A confessarlo, senza neanche troppi giri di parole, è stato l'assessore al welfare lombardo, Giulio Gallera, che lunedì mattina ha parlato ai microfoni di Mattino cinque della seconda ondata dell'epidemia di coronavirus e ha commentato l'ultimo Dpcm facendo una proiezione su un potenziale "salvataggio" del Natale, con delle feste con meno restrizioni.

«È l’obiettivo che ci siamo posti con misure rigide per far scendere una curva che sta salendo in maniera esponenziale - ha spiegato l'esponente del Pirellone -. Siccome il virus si propaga con uno sviluppo matematico o mettiamo in campo misure forti, oppure quella linea diventerà sempre più retta e i sistemi sanitari poi non reggono più». 

Gallera non ha nascosto qualche timore in vista dei giorni che verranno. «Come Lombardia – ha detto – abbiamo fatto tantissimo. Ieri abbiamo fatto 35mila tamponi, la nostra capacità di tracciare e di correre dietro al virus oggi è enorme, imponente. La media dei tamponi è più di 30mila, isoliamo le persone, ma evidentemente tutto questo non è sufficiente perché il numero degli asintomatici è particolarmente ampio e se ne individua solo una parte. Non c’è sistema sanitario al mondo che è in grado da solo di reggere - ha rimarcato -. Questa pandemia si combatte solo con il distanziamento non c’è altro strumento, non ci sono cure preventive o vaccini». 

Negli egli ospedali «la situazione non è in alcun modo paragonabile, per ora, a quella che abbiamo vissuto a marzo. Noi avevamo 12 mila posti letto nelle pneumologie, oggi siamo a 2.300, 1.800 posti letto nelle terapie intensive, oggi siamo a 231. Però sta crescendo ed evidente che qualunque azione mettiamo in campo oggi i risultati li vedremo tra 15 giorni», ha proseguito l'assessore. 

«Ci stiamo preparando - ha spiegato Gallera - al fatto che questi numeri continueranno a crescere in maniera significativa per i prossimi 15 giorni, quindi abbiamo sospeso le attività procrastinabili e non urgenti nei presidi territoriali, lasciando invece negli hub sia la cura dei pazienti Covid più complessi sia le patologie tempodipendenti e oncologiche. Teniamo per ora aperte le attività ambulatoriali, quindi - ha concluso - siamo ancora in una fase in cui ci stiamo occupando del Covid ma cerchiamo di tenere aperto anche il resto della sanità».

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