Coronavirus in Lombardia, l'assessore Gallera: «Primi sintomi del paziente di Codogno il 15 febbraio»

Questa mattina conferenza stampa al palazzo della Regione Lombardia per fornire aggiornamenti sul contagio avvenuto in tre paesi del Lodigiano: l'ISS conferma la positività del paziente zero

Sono salite a sei le persone contagiate dal Coronavirus in provincia di Lodi. A dirlo è l'assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera, che questa mattina, venerdì 21 febbraio ha tenuto una conferenza stampa al palazzo della Regione Lombardia per dare aggiornamenti sul contagio avvenuto ai danni di un 38enne di Codogno.

Il video della conferenza stampa da Milano Today

«Il probabile paziente zero è stato in contatto con una persona tornata dalla Cina il 21 gennaio, ma che risulta tuttavia negativa ai test. I primi sintomi si sono manifestati il 15 febbraio - spiega l'assessore - Poi ieri sera, con l'aggravarsi delle sue condizioni, è scattato il ricovero. Attualmente risultano infettati anche la moglie dell'uomo, un amico con il quale svolgeva attività sportive, e altre tre persone che sarebbero entrate in contatto con il 38enne durante la fase di incubazione. Invitiamo i cittadini di Codogno a non uscire di casa e ad adottare tutte le precauzioni indicate dal Ministero della Sanità».

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Oltre ai primi tre casi positivi, già comunicati questa mattina (il paziente 38enne ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Codogno, sua moglie e a un contatto stretto già trasferiti al Sacco), si sono registrati altri tre casi positivi che saranno ricoverati al Sacco, come spiegato da Giulio Gallera nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo Lombardia con il presidente, Attilio Fontana, e l'assessore alla Protezione civile Pietro Foroni. Per ora il soggetto che era stato individuato come possibile "caso zero", ovvero colui che di rientro da un viaggio in Cina potrebbe aver trasmesso il virus al 38enne, al primo 'tampone' è risultato negativo, è quindi necessario effettuare ulteriori approfondimenti per capire il suo reale stato di salute.

Accertamenti che, come si legge in una nota, hanno «confermato dall'Istituto superiore di sanità il primo caso risultato positivo all'ospedale di Codogno. Si tratta del paziente di 38 anni, il caso che ha fatto emergere il focolaio». A quanto apprende l'Adnkronos Salute i campioni erano stati inviati a Roma dall'ospedale Sacco di Milano.

L'assessore Gallera ha inoltre spiegato che sono otre 200 le persone identificate come contatti stretti dei casi positivi al coronavirus, ora in isolamento. Per questi soggetti è già stato fatto o verrà fatto il tampone. «Abbiamo 149 persone che sono contatti del 38enne ricoverato a Codogno tra infermieri, parenti e conoscenti - ci sono coloro che lavorano con lui in azienda e hanno avuto un contatto diretto, e ancora gli appartenenti alle attività sportive da lui frequentate. Nella notte infatti - ha precisato Gallera - hanno fatto l'accesso al Pronto soccorso di Codogno altre tre persone, uno è venuto da solo gli altri due in ambulanza. Ad oggi l'unico elemento che conosciamo è che vivono tutti nella stessa area. Dobbiamo parlare con loro e con i loro familiari per capire se c'è una connessione. Tutti e tre avevano una polmonite seria, poi risultata Covid-19».

Se si è stati in contatto con persone positive al virus e si hanno dei sintomi quali febbre e difficoltà respiratorie, l'invito è a non presentarsi al pronto soccorso ma a chiamare il 112, che invierà una squadra per fare i tamponi. «In questo mese – ha aggiunto Gallera - abbiamo gestito 100 casi sospetti, tutti poi risultati negativi, che sono stati tenuti in isolamento 4-5 ore per fare il tampone e si erano presentati con queste caratteristiche».

«Misure che servono a evitare la diffusione del contagio»

«Le misure che assumiamo – ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana - sono gli unici mezzi per evitare diffusione del contagio e non devono essere viste come qualcosa di drammatico e preoccupante. E’ dimostrato che questo sistema contribuisce in modo stanziale a bloccare la diffusione. Non dobbiamo diffondere il panico ma le misure, che potremo rivalutare dopo la riunione con il ministro Speranza, che sta arrivando, sono fondamentali per il bene della comunità».

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L'assessore Pietro Foroni ha spiegato che La protezione civile lombarda sta intanto individuando strutture idonee ad eventualmente ospitare persone da mettere in quarantena. «Stiamo verificando strutture civili, anche militari ed ex-militari idonee per ospitare eventuali quarantene. Siamo pronti per ogni evenienza».

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